Giornale del partito UDC-Parlar chiaro febbraio 2026

Poniamo oggi le basi per la Svizzera di domani

Carenza di alloggi, aumento della criminalità, perdita del paesaggio e dell’identità: chi non vuole una Svizzera da 10 milioni deve dire SÌ all’Iniziativa per la sostenibilità.

Quest’anno decidiamo la direzione del nostro Paese: più tasse o più soldi nelle tasche dei cittadini? Più pressione migratoria o più sicurezza? Crescita senza limiti o immigrazione finalmente sotto controllo?

Ancora più burocrazia fiscale?

Il PLR, oggi guidato come la sinistra da una co-presidenza, porta al voto la sua iniziativa sull’«imposizione individuale». Dietro uno slogan apparentemente moderno si nasconde un’enorme macchina burocratica.

In futuro, tutte le coppie sposate dovrebbero presentare due dichiarazioni fiscali separate: 1,7 milioni di dichiarazioni in più. Per gestirle servirebbero circa 1’700 nuovi funzionari. Il risultato? Più burocrazia, più controlli, più costi per i contribuenti.

E non basta. Per tassare individualmente il patrimonio, i beni di una coppia dovrebbero essere suddivisi come in caso di divorzio: conti, immobili, valori, oggetti di valore. Un’assurdità amministrativa che non semplifica nulla.

La cosiddetta “penalizzazione del matrimonio” può essere eliminata in modo semplice ed efficace, come dimostrato dalla maggioranza dei Cantoni con il modello dello splitting. Senza creare un nuovo mostro burocratico.

Affinché la Svizzera resti la Svizzera

A giugno voteremo sull’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni».

Gli effetti dell’immigrazione fuori controllo sono sotto gli occhi di tutti: pressione sul mercato degli alloggi, scuole sovraccariche, infrastrutture al limite, territorio sempre più cementificato, insicurezza crescente e mercato del lavoro sotto pressione.

Gli oppositori agitano scenari catastrofici: senza immigrazione mancherebbe personale negli ospedali. È una manovra diversiva. Chi viene a lavorare e contribuisce è il benvenuto e continuerà a esserlo. La vera questione è un’altra: la misura e il controllo.

Dobbiamo tornare a decidere noi chi entra, quanti entrano e a quali condizioni.

La domanda fondamentale è semplice: vogliamo preservare il nostro Paese, il nostro paesaggio, la nostra identità?

Se vogliamo che la Svizzera resti la Svizzera, la risposta è chiara:
SÌ all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni».

Circa l‘autore
Marchesi Piero
UDC Consigliere nazionale (TI)
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