La pluralità dei media è indispensabile per una democrazia
L’iniziativa per la riduzione del canone intende abbassare il contributo per economia domestica da 335 a 200 franchi. Contemporaneamente deve essere abolita l’imposta sui media, incostituzionale per le imprese. Questo obbliga la SRG a concentrarsi sul proprio mandato centrale. In questo modo la pluralità dei media viene rafforzata, perché i media privati ottengono maggiore libertà imprenditoriale.

Per una democrazia la pluralità dei media e lo scambio di diverse opinioni sono centrali. La libertà dei media garantisce ai media privati uno spazio di manovra e una sfera nella quale lo Stato non deve intervenire. Il «servizio pubblico» rappresenta, in questo sistema, un corpo estraneo. A complemento del mercato, lo Stato rende possibili offerte che devono necessariamente essere garantite e che i privati non possono fornire.
Poiché il servizio pubblico statale costituisce un intervento nel libero mercato, il mandato deve essere definito e delineato in modo preciso.
È paradossale: in un’epoca in cui lo sviluppo tecnologico consente una varietà di offerte mediatiche mai vista prima, la SRG si espande in ambiti di mercato che non rientrano nel suo mandato concessorio. Le attività della SRG vanno sempre più oltre il mandato di «servizio pubblico». Nel settore online, le offerte della SRG rappresentano una concorrenza principale alle prestazioni delle imprese mediatiche private.
La SRG deve limitare le proprie prestazioni a ciò che è necessario e definire priorità chiare. L’iniziativa per la riduzione del canone costringe la SRG a questa necessaria correzione di rotta. Da quasi 20 anni ci battiamo per questa riduzione, con successo. Il canone è già sceso dai precedenti 462 franchi agli attuali 335 franchi.
Gli oppositori dell’iniziativa sostengono che «la SRG ci protegge dalla disinformazione». La realtà è un’altra: solo il mercato garantisce la pluralità delle opinioni. Solo quando il consumatore dispone di un’ampia scelta di media può informarsi in modo corretto. La nostra iniziativa lascia maggiore spazio alle case editrici private, poiché rafforza la concorrenza. Pluralità dell’offerta e qualità possono nascere solo dal mercato, non dall’Amministrazione federale.

