La neutralità è l’assicurazione sulla vita della Svizzera. Affinché continui a esserlo garantendoci sicurezza e libertà anche in futuro, in occasione della votazione popolare federale del 27 settembre è necessario votare SÌ.

Le svizzere e gli svizzeri conoscono il valore della neutralità. Nei sondaggi, quasi il 90% si dichiara regolarmente a favore, consapevole che la neutralità è un pilastro portante della Confederazione e un modello di successo consolidato. Senza la neutralità, la Svizzera non esisterebbe come Stato indipendente. È parte dell’identità nazionale e garantisce pace, sicurezza e benessere.
Un modello di successo in pericolo
Questo modello di successo è però in pericolo. La neutralità svizzera è diventata una pedina nelle mani della politica. Il Consiglio federale punta a legami militari sempre più stretti con la NATO e l’UE. E anche per le grandi potenze la neutralità svizzera è una spina nel fianco.
Perché? Perché la neutralità è uno strumento di pace. Impedisce alla Svizzera di partecipare a guerre o di sostenere parti in conflitto. Grazie alla neutralità siamo stati risparmiati da due guerre mondiali e da numerose altre contese.
Uno strumento di pace
Ma la neutralità non protegge e non giova soltanto alla Svizzera e alla sua popolazione, è anche la base della nostra politica di pace nel mondo. La neutralità permette di condurre negoziati di pace, svolgere un ruolo di mediazione e prestare aiuto. Inoltre, è fondamentale per il diritto internazionale umanitario e per istituzioni come il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) di Ginevra.
Ci troviamo dunque oggi a un punto di svolta. Dobbiamo salvaguardare la neutralità se vogliamo portare avanti la nostra missione per la pace e la sicurezza, per la democrazia e la libertà, e scongiurare la guerra. Per questo, il 27 settembre serve un SÌ.