I delegati dell’UDC sostengono all’unanimità la neutralità svizzera

I delegati dell’UDC Svizzera si esprimono all’unanimità a favore dell’Iniziativa sulla neutralità. L’UDC ribadisce con chiarezza il proprio sostegno alla neutralità permanente e armata. Sempre all’unanimità, i delegati hanno deciso di raccomandare il NO all’Iniziativa sull’alimentazione.

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L’Iniziativa sulla neutralità era al centro dell’odierna Assemblea dei delegati a Baar (ZG). Il presidente del partito Marcel Dettling: «Il Consigliere federale Cassis e i suoi diplomatici vogliono abbandonare la neutralità e atteggiarsi a grandi protagonisti sulla scena mondiale. Ma la Svizzera è neutrale. Ciò significa che non ci immischiamo nelle contese altrui. Ciascuno di noi può avere la propria opinione, ma la Svizzera ufficiale è neutrale e offre i propri buoni uffici a tutte le parti in conflitto».

Il relatore principale è stato l’ideatore dell’Iniziativa sulla neutralità, il già Consigliere federale Christoph Blocher. Ha rivolto ai delegati un monito deciso: «Una neutralità “flessibile” o “pragmatica” è l’opposto della neutralità. È una pericolosa assurdità. Da 200 anni la neutralità integrale – salvo brevi, ma fatali interruzioni – è stata rispettata come un mandato costituzionale non scritto. È per questo che la Svizzera è rimasta al riparo dalla guerra per 200 anni.» Da qualche tempo, tuttavia, a Berna la neutralità svizzera viene aggirata. «È urgente sancire nella Costituzione la neutralità permanente e armata».

Blocher ha proseguito: «Chi vota NO a questa iniziativa accetta il rischio bellico!». La neutralità è lo strumento più importante della politica estera svizzera. Chi è neutrale a seconda del caso non è credibile.

«Da noi il capo è il Popolo. Non il Consiglio federale. Non Bruxelles. Non Washington. E di certo non Mosca», ha affermato Walter Wobmann, già Consigliere nazionale e presidente del Comitato per la salvaguardia della neutralità svizzera. «La neutralità deve valere proprio quando le pressioni esterne sono forti. Non vogliamo che il Consiglio federale e la classe politica ridefiniscano continuamente la neutralità svizzera a loro piacimento e sotto pressione esterna».

Anche secondo Céline Amaudruz, vicepresidente e Consigliera nazionale (GE), la neutralità deve essere chiaramente sancita nella Costituzione. «Una neutralità flessibile è assurda quanto una bussola che, a seconda delle condizioni meteorologiche, indica il nord in una direzione diversa. Nel momento in cui la Costituzione dipende dall’umore del giorno di alcuni politici, non protegge più nessuno», avverte Amaudruz.

Sul tema della politica agricola è intervenuto il Presidente della Confederazione Guy Parmelin. Ha illustrato il futuro orientamento della politica agricola (Politica agricola 2030+). «Vogliamo più libertà d’azione e meno burocrazia per i nostri agricoltori. Il sistema attuale è troppo complicato», ha affermato Parmelin. Per il Consiglio federale è fondamentale rafforzare la sicurezza alimentare mediante una produzione sostenibile e resiliente.

Il ministro dell’economia Parmelin ha sottolineato anche i vantaggi dell’accordo di libero scambio negoziato con gli Stati del Mercosur. «La regione offre numerose opportunità agli esportatori svizzeri. Sia gli agricoltori sia l’economia d’esportazione sono importanti per il nostro Paese. Le concessioni che abbiamo fatto sono accettabili. Sono inoltre previste compensazioni», ha assicurato Parmelin.

SÌ alla neutralità – NO al diktat vegano
Con 368 voti, i delegati hanno deciso all’unanimità di raccomandare il SÌ all’Iniziativa sulla neutralità. L’UDC sostiene un’agricoltura svizzera forte, con PMI efficienti e libertà imprenditoriale, e si oppone alle imposizioni statali nei nostri piatti. Sempre all’unanimità, con 297 voti, i delegati hanno deciso di raccomandare il NO all’Iniziativa sull’alimentazione.

All’Assemblea dei delegati di Baar hanno partecipato 426 delegati e 111 ospiti.

 
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