Dietro l’apparente obiettivo di un’alimentazione “sicura” si nasconde un’iniziativa che indebolisce la produzione agricola svizzera e apre la porta a un’alimentazione sempre più imposta dallo Stato.

Le nostre regioni di montagna sono costituite quasi esclusivamente da prati. Terreni che non si prestano alla coltivazione di cereali, ortaggi o frutta, ma che rappresentano una risorsa preziosa grazie ai ruminanti. Mucche, pecore e capre trasformano infatti l’erba, non commestibile per l’uomo, in latte e carne di alta qualità. In montagna, quindi, l’allevamento non è un problema: è una componente essenziale della sicurezza alimentare.
Produzione e consumo devono procedere insieme
In pianura la produzione vegetale può certamente essere ampliata, ma non a scapito dell’allevamento. Le due attività sono complementari: gli animali forniscono il prezioso concime naturale che mantiene fertili i terreni e contribuisce a un’agricoltura sostenibile.
Inoltre, gli svizzeri continuano a scegliere latte, carne, formaggi e altri prodotti di origine animale. L’agricoltura deve rispondere ai bisogni della popolazione, non a un’ideologia.
Un’agricoltura forte per una Svizzera indipendente
La Svizzera è un Paese piccolo, con una popolazione in continua crescita e una superficie agricola limitata. Per garantire il nostro approvvigionamento alimentare dobbiamo valorizzare ogni terreno secondo le sue caratteristiche. Nelle regioni di montagna questo significa allevare ruminanti, capaci di trasformare l’erba dei pascoli in derrate alimentari.
Rinunciare a questa produzione significherebbe dipendere sempre di più dalle importazioni. In un mondo sempre più instabile, la sicurezza alimentare si costruisce producendo cibo in Svizzera, non delegandola all’estero.
La nostra agricoltura sta già investendo nel benessere animale, nella sostenibilità e nell’innovazione. Ciò di cui ha bisogno non sono nuove imposizioni o divieti, ma condizioni che le permettano di continuare a produrre alimenti di qualità.
Per difendere la sicurezza alimentare, la produzione svizzera e la libertà di scelta dei cittadini, il 27 settembre votiamo convintamente NO all’iniziativa «per un’alimentazione sicura».