Consigliere federale Jans: che cos’altro ci nasconde?

Che si tratti della criminalità legata all’asilo, della prassi relativa alle donne afghane, degli islamisti o delle cifre sull’asilo, il ministro della giustizia Jans insabbia i fatti e minimizza i problemi. A pagarne il prezzo è la popolazione svizzera: meno sicurezza, più criminalità e costi miliardari. Nella sessione autunnale l’UDC presenterà nuovi interventi parlamentari. Inoltre, durante una sessione straordinaria, il Parlamento tratterà quattro importanti interventi dell’UDC. Per fermare il caos dell’asilo serve però il sostegno del PLR e de Il Centro.

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Oltre l’80% dei migranti per motivi di asilo provenienti dal Maghreb sono criminali. Solo sotto la pressione dei media il ministro dell’asilo Jans ha dovuto ammettere ciò che l’UDC sostiene da tempo: i migranti dell’asilo abusano spudoratamente del nostro sistema d’asilo e mettono in pericolo la nostra popolazione. Ancora peggio, le cifre scioccanti sono note da tempo ai funzionari della SEM e al Consigliere federale Jans. Eppure le ha nascoste.

In diversi dibattiti parlamentari e interviste, Jans ha sostenuto che non intercorre alcun nesso tra criminalità e nazionalità[1] e che l’immigrazione non rappresenta un rischio per la sicurezza[2]. Ha deliberatamente occultato la dilagante criminalità legata all’asilo. La sua scusa? «Nella popolazione dell’asilo la quota di giovani uomini è particolarmente elevata. Per questo motivo, anche il numero di reati commessi da questa parte della popolazione è particolarmente elevato.» [3] Come se l’80% dei giovani uomini svizzeri fosse criminale.

La popolazione svizzera subisce le conseguenze della criminalità importata e dei costi miliardari. Per tutta risposta, il proprio ministro della giustizia la prende per stupida. Signor Consigliere federale Jans, tratti finalmente da cittadini adulti e responsabili coloro che pagano e subiscono le conseguenze della sua politica d’asilo e metta sul tavolo tutti i fatti sull’asilo! Fra questi rientrano, tra l’altro, i costi complessivi a carico di Confederazione, Cantoni e Comuni, compresi quelli sanitari e legati alla criminalità, nonché i dati completi sui rimpatri.

Jans si rifiuta di fare il proprio lavoro
La migrazione di massa legata all’asilo verso la Svizzera prosegue indisturbata perché il ministro Jans non fa il proprio lavoro. Le soluzioni, sotto forma di 36 interventi parlamentari in materia d’asilo già accolti, sono sul suo tavolo. Deve solo attuarli! Jans preferisce però presentare in modo edulcorato le cifre sull’asilo, rifiuta controlli sistematici alle frontiere e fa entrare direttamente nel Paese, per via aerea, presunti islamisti dal Sudan.

È inoltre dimostrato che Jans non ha detto la verità in Parlamento in merito alla prassi riguardante le donne afghane. Lo ha confermato il Tribunale amministrativo federale: contrariamente a quanto dichiarato dallo stesso Jans, non vengono effettuati esami dei singoli casi. Basta essere donna e provenire dall’Afghanistan per ottenere l’asilo, anche dopo anni di permanenza in Paesi terzi sicuri. Ciò è chiaramente contrario alla legge. L’asilo viene persino promesso in anticipo.

Nuovi interventi sull’asilo: PLR e Il Centro devono assumersi le proprie responsabilità
Nella sessione autunnale, nell’ambito di una sessione straordinaria, il Parlamento tratterà i seguenti quattro nuovi interventi UDC sull’asilo:

  • in caso di terrorismo e crimini gravi, i cittadini con doppia cittadinanza devono poter essere privati della cittadinanza svizzera (CN: 26.3617 / CS: 26.3626);
  • con l’intervento «Imparare dalla Danimarca», le pene detentive superiori a un anno devono comportare obbligatoriamente l’espulsione dal Paese (CN: 26.3131 / CS: 26.3571);
  • la prassi illegale relativa alle domande d’asilo presentate da donne afghane deve essere revocata (CN: 26.3668 / CS: 26.3664);
  • non devono più essere aperti nuovi centri d’asilo senza il consenso della popolazione interessata (CN: 26.3616 / CS: 26.3655).

Ora si vedrà se PLR e Il Centro manterranno le promesse fatte in occasione dell’Iniziativa per la sostenibilità. L’UDC vigilerà attentamente: contano i fatti, non le parole. L’UDC invita inoltre i due partiti a schierarsi al suo fianco nel chiedere risposte chiare, fatti e cifre sul settore dell’asilo. È evidente che il ministro di giustizia Jans deve essere costretto a cambiare rotta in materia d’asilo, per proteggere la nostra popolazione dalla migrazione criminale legata all’asilo.

[1] «La storia ha dimostrato, e una nuova analisi più approfondita lo conferma ancora una volta, che la criminalità non è una questione di nazionalità». Beat Jans, sessione speciale del 17 aprile 2024

[2] Intervista a Radio SRF del 4 febbraio 2025

[3] 17 aprile 2024

 
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