Il gruppo parlamentare UDC respinge la legge sulle epidemie: alla politica non deve essere nuovamente concessa carta bianca per imporre l’obbligo vaccinale e disattendere i diritti fondamentali dei cittadini.

Durante una riunione di due giorni, il gruppo parlamentare UDC ha chiarito che più Stato non è la soluzione, ma il problema. Sia la legge sulle epidemie sia l’Iniziativa per l’inclusione indeboliscono i principi della libertà e della responsabilità individuale.
Nessun insegnamento tratto dalla debacle da Covid
L’UDC respinge categoricamente la revisione della legge sulle epidemie. La Confederazione intende mantenere le proprie ampie competenze in caso di crisi, senza rafforzare in misura sufficiente il controllo parlamentare e l’autonomia federalista dei Cantoni.
Rimane aperta la possibilità di imporre un obbligo vaccinale e vengono mantenuti gli strumenti di sorveglianza e di raccolta dei dati. Gli insegnamenti fondamentali tratti dalla pandemia di Covid-19 in materia di separazione dei poteri, diritti fondamentali e responsabilità individuale non vengono quindi recepiti a sufficienza. Si profilano inoltre considerevoli costi supplementari: i soli contributi alle organizzazioni internazionali ammontano a 44,4 milioni di franchi.
Che cosa succede ai nostri dati sanitari?
Il Consiglio federale intende sostituire l’attuale cartella informatizzata del paziente (CIP) con una nuova cartella sanitaria elettronica (CSE) dotata di un’infrastruttura centralizzata. In questo modo, dati sanitari altamente sensibili potranno essere raccolti a livello nazionale. Il gruppo parlamentare UDC respinge questo progetto. Particolarmente critici sono i rischi per la sicurezza, i costi elevati e la dipendenza da un grande progetto informatico statale. Inoltre, i cittadini hanno sempre meno possibilità di decidere e controllare che cosa accade ai propri dati e alle proprie informazioni. Dopo la falsa partenza dell’attuale CIP, l’utilità della nuova CSE non è tale da giustificare né l’onere e i costi, né le criticità legate alla protezione dei dati.
L’iniziativa sull’inclusione porta a un’imposizione burocratica
Le persone con disabilità meritano sostegno, ma non una nuova macchina burocratica. Il gruppo parlamentare UDC respinge sia l’Iniziativa per l’inclusione sia il gonfiato controprogetto indiretto.
Dietro il termine allettante di «inclusione» si vorrebbero creare una nuova legge federale, piani d’azione, strategie nazionali, organi di controllo e pretese sempre nuove. A pagare, alla fine, sarebbero i Cantoni e l’assicurazione invalidità, già in deficit.
Come sempre, a pagare il conto finale è il contribuente.
La Svizzera offre già un sostegno completo alle persone con disabilità. I miglioramenti devono arrivare in modo mirato alle persone interessate, anziché disperdersi in nuovi uffici federali e montagne di carta.
Terra di Consiglieri federali
Il gruppo parlamentare UDC si è riunito a Kandersteg, terra d’origine del già Consigliere federale Adolf Ogi e l’attuale capo del DATEC Albert Rösti.
