La commissione del Consiglio degli Stati e il ministro della Giustizia Jans lasciano proseguire il caos dell’asilo: ora deve intervenire il popolo!

Mentre la popolazione soffre a causa dell’invasione dell’asilo, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati respinge l’iniziativa per la protezione delle frontiere «Fermare gli abusi nell’asilo!», adducendo argomenti pretestuosi. Insieme al Consigliere federale socialista Beat Jans, si rifiutano di proteggere i confini svizzeri e lasciano proseguire senza ostacoli la migrazione criminale legata all’asilo.

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Non è accettabile che ogni anno, con il pretesto dell’asilo, decine di migliaia di migranti provenienti da tutto il mondo arrivino in Svizzera, in particolare giovani uomini musulmani, per poi rimanere qui a spese dei contribuenti.

Dal 2000 sono state presentate oltre 667’000 domande nel settore dell’asilo. La maggior parte proviene dal Nord Africa, dal Medio Oriente e dall’Afghanistan.

La conseguenza? Oltre l’80% dei richiedenti asilo nordafricani è coinvolto in attività criminali. I migranti che arrivano attraverso il sistema dell’asilo e gli immigrati irregolari sarebbero responsabili di un quarto di tutti i reati. Gli episodi di violenza, i reati sessuali, le effrazioni e i furti stanno aumentando drasticamente.

Si tratta di una bomba sociale a orologeria: stiamo assistendo a un’invasione di persone difficilmente integrabili, caratterizzate da un’elevata propensione alla violenza e da una cultura che disprezza le donne.

Il ministro della Giustizia Jans e i suoi criminali dell’asilo
Esempi concreti mostrano chi viene protetto dal responsabile dell’asilo Jans: due marocchini fanno irruzione in un appartamento e abusano sessualmente di una donna (Alpnach, OW); un tunisino uccide a colpi d’arma da fuoco uno svizzero nella sua abitazione (Brugg, AG); accoltellamento provoca ferite al collo in un centro federale per richiedenti asilo (Vilters, SG); un cittadino eritreo minaccia dei bambini con un coltello (Menziken, AG). Si tratta soltanto di una piccola selezione di episodi delle ultime settimane.

Nonostante questi fatti e un tasso di criminalità superiore all’80% tra i richiedenti asilo provenienti dal Maghreb, il ministro della Giustizia socialista Beat Jansnasconde e nega la realtà. Nel 2025, la sua autorità competente in materia di migrazione avrebbe espulso appena due cittadini afghani con precedenti criminali, nonostante questo gruppo sia fortemente sovrarappresentato nelle statistiche sulla criminalità[1].

Jans non attua quasi 40 atti parlamentari già trasmessi al Consiglio federale e si rifiuta di introdurre controlli sistematici alle frontiere nazionali.

Il Consiglio federale e, ora, anche la CIP-S adottano questo atteggiamento di rifiuto. Respingono l’iniziativa senza presentare un controprogetto. Continuano a ignorare il problema e sacrificano la sicurezza della Svizzera.

Jans distribuisce i richiedenti asilo e i problemi in tutto il Paese
A pagarne le conseguenze sono la popolazione, i Cantoni e i Comuni. Il ministro della Giustizia Jans si limita a distribuire i richiedenti asilo sul territorio. I Comuni devono occuparsi dell’alloggio, sostenere i costi dell’assistenza sociale e farsi carico di tutti gli altri problemi.

Il caos nel settore dell’asilo costa ormai solo alla Confederazione circa 3,8 miliardi di franchi all’anno.

Poiché il Parlamento e il Consiglio federale non intervengono, è necessaria l’iniziativa per la protezione delle frontiere dell’UDC, che chiede:.

  • Controlli sistematici e sorveglianza delle frontiere nazionali svizzere.
  • Niente più asilo né ammissione provvisoria per le persone che entrano in Svizzera passando attraverso Paesi terzi sicuri.
  • Un contingente d’asilo di 5’000 veri rifugiati all’anno.
  • Nessun diritto di rimanere in Svizzera per i richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta.
  • Obbligo di notifica e partenza entro 90 giorni per le persone che soggiornano illegalmente, senza accesso al sistema sociale.

Solo cosìsarà possibile eliminare le condizioni che favoriscono gli abusi in materia di asilo e l’immigrazione illegale. Chi arriva in Svizzera passando dall’Italia, dall’Austria o dalla Francia non avrebbe diritto a una procedura d’asilo nel nostro Paese.

I veri rifugiati, la cui vita o incolumità è minacciata, potranno continuare a essere protettima non centinaia di migliaia di migranti economici e criminali.

La CIP-S, il Consigliere federale Jans e la maggioranza di centrosinistra continuano consapevolmente a tollerare il caos dell’asilo. Antepongono gli interessi dei criminali dell’asilo e dell’industria dell’asilo alla sicurezza della popolazione svizzera.

Ora il popolo deve tirare il freno d’emergenza: con l’iniziativa per la protezione delle frontiere «Fermare gli abusi nell’asilo!».

[1] Schweiz schiebt weiteren Afghanen in die Heimat ab – SWI swissinfo.ch

 
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