Il presidente del partito, Marcel Dettling, e il direttore della campagna elettorale, Manuel Strupler, mobilitano i delegati dell’UDC Svizzera in vista delle elezioni federali del 2027. Gli svizzeri votano UDC perché sono profondamente preoccupati per il nostro Paese. Chiunque si impegni per la Svizzera deve lottare contro la sinistra e gli insofferenti verso la patria che vogliono consegnare il nostro Paese all’UE e svuotare sempre più le tasche dei cittadini attraverso nuove imposte.

Dal 2023, l’UDC ha vinto praticamente tutte le elezioni: 68 seggi supplementari nei parlamenti cantonali, 5 nuovi seggi nei governi cantonali, lo status di primo partito nel Canton Zugo e, per la prima volta, un rappresentante UDC nel governo ticinese. Durante l’assemblea dei delegati a Bulle (FR), il presidente Marcel Dettling ha spiegato le ragioni della costante crescita dell’UDC: «Gli svizzeri rafforzano il nostro partito perché sono preoccupati per il nostro Paese».
Per Marcel Dettling, questi risultati elettorali costituiscono un messaggio chiaro: la popolazione vuole un’immigrazione controllata e misure severe contro il caos dell’asilo. Più dell’80% dei richiedenti asilo originari del Maghreb è coinvolto in procedimenti penali. Per questo motivo, l’iniziativa per la protezione delle frontiere «Fermare gli abusi nell’asilo!» è indispensabile. Di fronte all’inazione del ministro della Giustizia Beat Jans, il popolo deve riprendere in mano la situazione. «È precisamente così che funziona la nostra democrazia diretta», sottolinea Marcel Dettling. «Ed è questa democrazia che la sinistra e gli insofferenti verso la patria vogliono toglierci!»
La questione decisiva è la seguente: noi svizzeri potremo ancora decidere liberamente del nostro futuro oppure dovremo presto piegarci alle decisioni dei commissari, dei giudici e dei burocrati dell’UE? Questo trattato di sottomissione all’UE mette in pericolo la nostra autodeterminazione e i nostri diritti popolari. Marcel Dettling è categorico: «Coloro che vogliono continuare a decidere da soli dicono NO al trattato di sottomissione dell’UE. Coloro che vogliono una Svizzera libera, democratica e indipendente votano UDC!»
Il direttore della campagna elettorale e consigliere nazionale Manuel Strupler (TG) concorda con il presidente del partito: «Si tratta di difendere la nostra Svizzera. Si tratta della nostra libertà e della nostra sovranità!» A circa un anno dalle elezioni federali, la constatazione è chiara: «Non si tratta di semplici elezioni. Si tratta del futuro della nostra patria!»
«Dobbiamo lottare, lottare e ancora lottare», dichiara Manuel Strupler ai delegati. «Contro la distruzione della nostra Svizzera da parte della sinistra e dei venduti! Più responsabilità individuale invece di essere messi sotto tutela. Più libertà invece di socialismo. Più indipendenza invece di burocrazia europea. Più famiglia invece di Stato. Più patriottismo invece di islamismo. Più Rösti invece di Jans. Abbiamo bisogno di più Svizzera! E per questo abbiamo bisogno di più UDC!»
La vicepresidente Magdalena Martullo-Blocher denuncia il tradimento della Svizzera da parte dei sostenitori incondizionati dell’UE: «La sinistra e i venduti non vogliono più la Svizzera! La Svizzera prospera, libera e democratica è diventata un peso per loro. Preferiscono svendere il nostro Paese all’UE. È un tradimento della nostra democrazia, dei nostri diritti popolari e di quelli dei Cantoni, un tradimento nei confronti di tutti noi!» Secondo lei, gli «Accordi bilaterali III» non costituiscono un accordo tra partner alla pari, bensì un trattato coloniale: 20’000 pagine di diritto europeo che dovremmo recepire tutte in una volta, giudici stranieri, diritto straniero e sanzioni straniere. «L’UE ordina, noi ci sottomettiamo e, per di più, paghiamo per questo».
Il consigliere nazionale Michael Graber attacca la politica fiscale e di spesa: «La sinistra e i gli insofferenti verso la patria svuotano i nostri portafogli». Invece di ridurre le spese federali, che raggiungono i 90 miliardi di franchi, vogliono aumentare ancora l’IVA. «Basta! I 90 miliardi di franchi che la Confederazione preleva ogni anno dalle tasche dei contribuenti devono bastare». I miliardi destinati all’aiuto allo sviluppo, all’asilo e all’UE non sembrano costituire un problema per i partiti del centrosinistra. Al contrario, non ci sarebbero più abbastanza soldi per finanziare la tredicesima rendita AVS. Michael Graber esige: «NOI, svizzeri, dobbiamo essere la priorità numero uno».
NO all’aumento dell’IVA
Con 290 voti contro 3, i delegati UDC dicono chiaramente NO a ulteriori oneri per le cittadine e i cittadini. Il consigliere nazionale Nicolas Kolly (FR) chiede risparmi a livello federale invece di nuove imposte. «Non lasciatevi ingannare dalla sinistra e dai sindacati: NO all’aumento dell’IVA». La tredicesima rendita AVS è stata promessa senza imporre ulteriori oneri finanziari alla popolazione. Le autorità federali devono finalmente imparare a gestire il denaro degli svizzeri con disciplina.
SÌ alla legge federale sul materiale bellico
Il consigliere nazionale Michael Götte (SG), membro della Commissione della politica di sicurezza, presenta la legge sul materiale bellico e sottolinea la sua importanza per la sicurezza della Svizzera: «Senza industria degli armamenti, nessuna capacità di difesa». Il progetto stabilisce regole chiare, preserva 14’000 posti di lavoro diretti e fino a 160’000 posti di lavoro indiretti e rafforza la neutralità. Inoltre, il Consiglio federale conserva il proprio diritto di veto. «Chiunque voglia una neutralità armata, ed è ciò che vogliamo, deve disporre di una propria industria degli armamenti». I delegati raccomandano il SI alla legge federale sul materiale bellico con 271 voti favorevoli, 16 contrari e 4 astensioni.
SÌ all’iniziativa per imposte eque (abolizione della penalizzazione del matrimonio)
La consigliera nazionale Katja Stettler-Riem (BE) si pronuncia a favore dell’abolizione della penalizzazione del matrimonio, ma senza creare per questo un nuovo mostro burocratico chiamato imposizione individuale. «L’iniziativa per imposte eque segue un’altra strada: i redditi dei coniugi continueranno a essere tassati congiuntamente. L’onere fiscale sarà poi calcolato sulla metà del loro reddito complessivo. Si sommano i redditi come oggi, poi si divide per due. È così semplice.» I delegati dell’UDC si sono pronunciati a favore dell’iniziativa con 274 voti favorevoli, 9 contrari e 3 astensioni.
Durante la sua seduta di ieri, il Comitato direttivo del partito ha deciso all’unanimità e in via definitiva di raccomandare il NO all’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio».
L’assemblea dei delegati a Bulle ha riunito 342 delegati e 100 ospiti.