Vogliamo una Svizzera neutrale, indipendente e capace di garantire la propria sicurezza. Su questo principio dovremmo essere tutti d’accordo. Ma per difendere la nostra indipendenza non bastano le dichiarazioni d’intenti: servono anche i mezzi per farlo. A cosa serve investire miliardi nel nostro esercito se, contemporaneamente, indeboliamo le aziende che gli permettono di funzionare?

È proprio questa la contraddizione nella quale si trova oggi il nostro Paese. Con restrizioni sempre più severe all’esportazione di materiale bellico, abbiamo progressivamente indebolito la competitività della nostra industria della difesa. Diversi partner europei rinunciano ormai a rivolgersi ai fornitori svizzeri, mentre alcune aziende trasferiscono all’estero le proprie attività amministrative e produttive.
Con quali conseguenze? Dovremo acquistare all’estero ciò che un tempo eravamo capaci di produrre in Svizzera? Dipendere da altri Paesi per la manutenzione dei nostri sistemi d’arma, per l’approvvigionamento di munizioni o per la sostituzione di componenti essenziali? Non si difende l’indipendenza di un Paese rendendolo dipendente dagli altri.
Una scelta di pragmatismo e responsabilità
Occorre essere realisti. Il mercato svizzero è troppo piccolo per garantire, da solo, la sopravvivenza di un’industria della difesa efficiente e competitiva. Senza adeguate possibilità di esportazione, gli investimenti diminuiranno, le competenze andranno perdute e, con esse, si indebolirà anche la nostra capacità di difenderci.
La modifica della legge sul materiale bellico intende porre rimedio a questa situazione. Prevede condizioni meno restrittive per le esportazioni verso determinati Paesi partner, mantenendo le necessarie garanzie e la possibilità per il Consiglio federale di intervenire quando sono in gioco la nostra neutralità o la nostra sicurezza.
Non si tratta di abbandonare i nostri principi, ma di creare le condizioni per poterli difendere concretamente. La neutralità non può diventare sinonimo di impotenza.
Preservare la nostra industria della difesa significa preservare la nostra autonomia, la nostra sicurezza e, soprattutto, la nostra libertà di decidere.
Il 29 novembre votiamo SÌ alla modifica della legge sul materiale bellico!