Comunicato stampa

Il nuovo libro nero: come la sinistra e i traditori della patria stanno distruggendo la nostra Svizzera

Tra un anno si terranno le elezioni federali. La questione cruciale è: manterremo il nostro modello di successo democratico, federalista e liberale oppure prevarranno coloro che vogliono distruggere la Svizzera?

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Alle elezioni federali del 24 ottobre 2027 e in occasione della votazione popolare sul trattato di sottomissione all’UE si deciderà il futuro del nostro Paese. È una questione di vita o di morte per la Svizzera.

A tal fine, oggi l’UDC Svizzera ha presentato il suo nuovo libro nero. Esso mostra senza mezzi termini come la sinistra e i traditori della patria stiano distruggendo le fondamenta del successo svizzero. Che si tratti del trattato di sottomissione all’UE, della criminalità, del caos in materia di asilo, della politica del debito, dell’islamizzazione o del declino dell’istruzione: in dodici capitoli complessivi, il documento programmatico analizza in modo approfondito le conseguenze della politica rosso-verde.

Una miscela estremamente pericolosa di estremisti di sinistra e migranti
La conferenza stampa odierna è stata condotta dal presidente del partito Marcel Dettling. Sul libro nero sono intervenuti il responsabile della campagna elettorale e consigliere nazionale Manuel Strupler (TG) e il suo team: la consigliera nazionale Katja Stettler-Riem (BE), il consigliere nazionale Yvan Pahud (VD) e il consigliere agli Stati Marco Chiesa (TI).

In apertura, il presidente del partito Marcel Dettling ha richiamato l’attenzione sui recenti disordini in Francia e in altre città europee: «Una folla estremamente violenta di estremisti di sinistra e migranti imperversa, saccheggia negozi, attacca le forze dell’ordine e di sicurezza e distrugge interi quartieri.» Questa miscela estremamente pericolosa di estremisti di sinistra e gruppi di migranti deve essere combattuta. «E ora i Giovani Socialisti vogliono addirittura portare questi eccessi di violenza anche in Svizzera», ha dichiarato Dettling, ricordando gli avvenimenti di un anno fa, quando la sezione giovanile del PS, insieme a migranti che odiano Israele, ha compiuto un attentato incendiario a Berna. «La Svizzera, prospera e pacifica, deve davvero essere data in pasto all’Europa in fiamme?»

Per il responsabile della campagna elettorale, il consigliere nazionale Manuel Strupler, il 2027 diventerà un anno decisivo per il destino del Paese: «Se in quella domenica elettorale del 2027 non fermeremo la politica della sinistra e dei traditori della patria, rischiamo ancora più redistribuzione della ricchezza, ancora più criminalità legata all’asilo e un’ulteriore espansione dello Stato. Le assicurazioni sociali vengono saccheggiate a favore di migranti che affluiscono incontrollatamente nel nostro Paese. Ma soprattutto, ci minaccia la progressiva sottomissione all’UE e, con essa, la fine della nostra democrazia diretta e della nostra autodeterminazione.» Manuel Strupler ha dichiarato di essere presente non soltanto in qualità di responsabile della campagna elettorale, ma anche come padre di famiglia responsabile, che desidera garantire ai propri figli un futuro in una Svizzera libera, sicura e prospera. «Le famiglie, la responsabilità individuale e i nostri valori cristiani sono le fondamenta della nostra società.»

«Vogliamo una politica che si occupi della nostra popolazione!»
Il consigliere agli Stati Marco Chiesa affronta i temi dell’immigrazione di massa, del caos in materia di asilo e della criminalità straniera. Constata che le promesse delle élite politiche sono molto lontane dalla realtà. Invece degli 8'000 immigrati provenienti dall’UE, ogni anno arrivano in Svizzera oltre 100'000 persone in più. Le infrastrutture, gli alloggi e i salari sono sotto pressione. La sua conclusione: chi decide deve anche assumersi la responsabilità delle conseguenze. «È proprio questa responsabilità che il libro nero pone oggi al centro del dibattito nazionale.»

La prosperità si costruisce con il lavoro, non viene distribuita a Berna dal governo federale. Con una banconota da 100 franchi, ingrandita e tagliata a pezzi, la consigliera nazionale Katja Stettler-Riem mostra in modo efficace come le imposte, i contributi, la politica energetica e la burocrazia sottraggano sempre di più ai cittadini e alle imprese. Il suo messaggio: chi indebolisce il rendimento e l’imprenditorialità distrugge le fondamenta del successo svizzero. «Lo Stato non deve fare a pezzi la nostra prosperità, ma garantire condizioni quadro favorevoli.»

Il consigliere nazionale Yvan Pahud mette in guardia contro una progressiva svendita della sovranità: il diritto dell’UE, i giudici stranieri e gli obblighi finanziari limiterebbero fortemente il margine di manovra del popolo svizzero. Allo stesso tempo, miliardi di franchi di denaro dei contribuenti vengono trasferiti all’estero, mentre i premi delle assicurazioni, gli affitti e i contributi gravano sempre più pesantemente sulle persone nel nostro Paese. Yvan Pahud chiede una chiara definizione delle priorità: «La nostra responsabilità suprema è nei confronti della Svizzera. Vogliamo una politica che si occupi innanzitutto delle nostre cittadine e dei nostri cittadini!»

 
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