Durante il tradizionale convegno dei vertici dell’UDC a Bad Horn, è stata analizzata la situazione della Svizzera. In settori fondamentali si sta assistendo a un progressivo deterioramento. Il presidente del partito Marcel Dettling esorta a un ritorno ai valori svizzeri che hanno reso il nostro Paese prospero e resiliente.

Oltre un centinaio di rappresentanti dell’UDC provenienti da tutti i Cantoni hanno discusso per due giorni questioni centrali della politica svizzera. Il declino della Svizzera è evidente in quasi tutti i settori. Questa è stata anche la conclusione comune di diversi relatori provenienti dal mondo dell’economia, della politica e della scienza.
Il consigliere federale Albert Rösti ha evidenziato come la crescita demografica abbia già portato al limite le infrastrutture di trasporto svizzere.
Il giornalista Kurt Pelda ha affrontato il tema della pericolosa diffusione dell’islamismo in Svizzera, il sociologo Gerald Knaus ha analizzato il fallimento della politica migratoria europea, mentre il consigliere cantonale vodese Valentin Christe ha descritto la situazione a Losanna, che ricorda quella delle banlieue francesi. Il consigliere nazionale Pascal Schmid ha riassunto la questione dell’immigrazione per motivi di asilo e le sue conseguenze: dal 2000 oltre 655 000 persone sono entrate in Svizzera grazie al diritto di asilo. Una bomba sociale a orologeria che ogni anno costa miliardi di franchi ai contribuenti svizzeri.
Il direttore dell’istruzione di Nidvaldo, Res Schmid, ha spiegato come i progetti di riforma di sinistra (scuola inclusiva) e l’immigrazione incontrollata abbiano danneggiato l’istruzione svizzera. Se in una classe scolastica troppi bambini non conoscono più la lingua nazionale, la qualità dell’insegnamento non è più garantita per tutti gli studenti.
L’ex consigliere federale Christoph Blocher ha affrontato il tema della neutralità. Le classi dirigenti sembrerebbo aver dimenticato che la neutralità è una strategia di sopravvivenza efficace per un piccolo Stato come la Svizzera. Ma la neutralità deve essere credibile e dunque presentarsi permanente, armata e completa. Christoph Blocher conclude: «Anche in questo caso abbiamo un problema con le classi dirigenti. Ancora una volta stanno permettendo che i fondamenti della Svizzera vadano in rovina».
Rimuovere un’élite inadeguata
«La Svizzera è in pericolo», ha affermato il presidente del partito Marcel Dettling riassumendo la riunione dei quadri dirigenti. «Dobbiamo porre fine a questo declino e riportare la Svizzera sulle sue fondamenta».
Per la responsabilità individuale e l’impegno volontario
Per la sicurezza e la libertà
Per la nostra indipendenza e la democrazia diretta
Per il federalismo e la neutralità
Per la famiglia e i valori consolidati
Per l’affidabilità e la disponibilità
Rimuovere le élite inadeguate
Gli interessi del popolo devono essere nuovamente rappresentati negli organi decisionali come il Consiglio federale e i parlamenti. Che si tratti di immigrazione, caos in materia d’asilo, crisi dell’istruzione o criminalità, la popolazione svizzera desidera una politica diversa.
Il presidente del partito Marcel Dettling si rivolge alla popolazione svizzera: «Chi desidera porre fine al degrado deve anche fermare i responsabili. Possiamo farlo solo insieme. Dobbiamo opporci. Nelle votazioni e nelle elezioni. Chi desidera una politica diversa deve rimuovere e non rieleggere questa élite compromessa, in modo da poter tornare ai valori svizzeri che hanno reso grande il nostro Paese».