I consiglieri federali europeisti Jans e Cassis vengono meno alla parola data. Ora il Consiglio degli Stati deve fare chiarezza!

La fazione europeista in Consiglio federale e in Parlamento vuole imporre a ogni costo il trattato di sottomissione all’UE. Fa di tutto per evitare una votazione popolare che richieda anche la maggioranza dei Cantoni. Ora il Consiglio degli Stati deve intervenire e ristabilire l’ordine democratico.

Condividi Stampa articolo

Il trattato di sottomissione all’UE deve essere imposto a ogni costo. Lo dimostra l’attuale dibattito al Consiglio degli Stati: questa mostruosa proposta dovrebbe essere liquidata in appena quattro mezze giornate. Questo non ha più nulla a che vedere con un serio lavoro parlamentare.

L’intero dossier degli accordi con l’UE comprende oltre 2000 pagine. A queste si aggiungono 20’000 pagine di rimandi. In realtà, il Consiglio degli Stati dovrebbe poter discutere una proposta di tale portata durante l’intera sessione. Invece viene compressa nell’ultima settimana di sessione.

I consiglieri agli Stati vengono letteralmente sommersi:

  • 8 paragrammi per un totale di 397 pagine
  • 12 disegni
  • Modifica di oltre 30 leggi federali e 3 leggi completamente nuove.
    Circa 80 proposte di modifica provenienti dalle commissioni, cui si aggiungono proposte di minoranza, corapporti e iniziative commissionali.
  • Per completare la confusione in Consiglio, l’oggetto non viene trattato, come di consueto, dall’inizio alla fine. Si estraggono singole parti a seconda di quali consiglieri federali sono presenti in quel momento.
  • Il dibattito di entrata in materia deve essere concluso a ogni costo con una seduta notturna fino all’una del mattino. In questo modo viene reso impossibile anche un lavoro serio e critico da parte dei media. Già la mattina successiva inizia la deliberazione di dettaglio.

Il nostro sistema statale svizzero viene completamente stravolto
Questa procedura scandalosa è un assaggio di ciò che attende la Svizzera se approverà il trattato di sottomissione all’UE: il nostro sistema statale verrà stravolto dalle fondamenta.

La nostra democrazia diretta viene disattivata.
In futuro sarà Bruxelles a governare in Svizzera.
La Svizzera dovrà riprendere automaticamente il diritto dell’UE.
Il diritto e la burocrazia dell’UE varranno anche in Svizzera.
I Cantoni e i loro cittadini verranno messi fuori gioco.
Dovremo versare ogni anno miliardi a Bruxelles e obbedire.

I consiglieri federali europeisti Cassis e Jans vengono meno alla parola data
È in realtà del tutto evidente che un trattato di tale portata debba essere sottoposto al Popolo e necessiti anche dell’approvazione dei Cantoni (maggioranza dei Cantoni).

Ma i consiglieri federali europeisti Cassis e Jans fanno di tutto affinché il pacchetto di accordi con l’UE venga fatto passare aggirando il Popolo. Per questo vengono persino meno alla parola data. Ancora nel 2012, l’allora ministra della giustizia Simonetta Sommaruga promise solennemente: «Posso tranquillizzarvi. L’accordo quadro con l’UE sarebbe sottoposto al Popolo e ai Cantoni. Questo è assolutamente chiaro. È la prassi consolidata che seguiamo da decenni.» (Arena, 25.05.2012)

Che cosa è cambiato dal 2012? Nulla! Una prassi consolidata da decenni viene semplicemente capovolta con l’aiuto di un parere giuridico commissionato ad hoc. Solo i nemici della democrazia agiscono in questo modo. Il motivo è chiaro: la fazione europeista in Consiglio federale e in Parlamento vuole trascinare la Svizzera nell’UE a ogni costo.

Il Consiglio degli Stati garantisce la partecipazione democratica dei Cantoni
Le conseguenze del pacchetto di accordi con l’UE sul nostro sistema statale sono gravi. Sono toccate in particolare anche la posizione giuridica e le competenze dei Cantoni.

I fondatori dello Stato federale hanno volutamente creato un sistema bicamerale. Esso garantisce stabilità ed equilibrio. Il Consiglio degli Stati esiste affinché anche le minoranze e le popolazioni dei Cantoni possano essere ascoltate. Il Consiglio degli Stati garantisce la partecipazione democratica dei Cantoni.

Il gruppo parlamentare UDC fa appello alla coscienza istituzionale delle consigliere e dei consiglieri agli Stati: siete stati eletti per difendere i diritti democratici e gli interessi dei Cantoni.

Il Consiglio degli Stati deve ora fare chiarezza e ristabilire l’ordine democratico: il pacchetto di accordi con l’UE deve essere sottoposto al Popolo e ai Cantoni.

 
Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e comunicazioni, per poter offrire funzioni per media sociali e per analizzare gli accessi al nostro portale. Inoltre, trasmettiamo informazioni per l'utilizzo della nostra pagina web ai nostri partner per media sociali, pubblicità e analisi. Vedere i dettagli Vedere i dettagli
Sono d'accordo