Che si tratti di persone come Jacques Moretti, responsabile della tragedia di Crans-Montana, o dei mafiosi dei Grigioni, l’UE ci impedisce di verificare sistematicamente i casellari giudiziari degli immigrati provenienti dall’Unione. Una situazione che ha gravi ripercussioni sulla nostra sicurezza. L’UDC è riuscita a porvi rimedio in Parlamento.

La Svizzera ha il diritto di sapere chi accoglie sul proprio territorio. Oggi, però, gli immigrati provenienti dall’UE possono entrare in Svizzera senza che venga consultato il casellario giudiziale del loro Paese d’origine o di provenienza. L’Accordo sulla libera circolazione delle persone impedisce infatti alla Svizzera di effettuare controlli sistematici.
Per l’UDC una situazione del genere è incomprensibile. È in gioco la sicurezza della popolazione svizzera. I precedenti penali sono un indicatore importante per valutare la pericolosità di una persona. Ignorarli significa costringere le autorità migratorie a decidere quasi alla cieca.
Il Ticino verifica da anni in modo sistematico il casellario giudiziale delle persone provenienti dall’UE che intendono stabilirsi da noi. Il mio Cantone rappresenta l’eccezione. Il Ticino dimostra che anche nei confronti dell’UE si può agire con determinazione.
Oggi le autorità decidono alla cieca
La criminalità non conosce confini cantonali. Chi ottiene un permesso di dimora in un Cantone può trasferirsi liberamente in qualsiasi altra regione della Svizzera.
Il Consigliere federale Beat Jans sostiene che il controllo sistematico non sia compatibile con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Viene allora da chiedersi: a chi si sente maggiormente vincolato il ministro della giustizia Jans? All’UE o alla sicurezza dei cittadini svizzeri?
La libera circolazione delle persone non deve diventare un assegno in bianco per i criminali. Come possono le autorità individuare una minaccia se non sanno con chi hanno a che fare? Con la prassi attuale, la pericolosità di un richiedente emerge spesso soltanto dopo che ha commesso un reato in Svizzera.
L’esempio del gestore del bar di Crans-Montana, già condannato in precedenza in Francia, è un caso tristemente emblematico. Anche allora nessuno aveva verificato i suoi precedenti penali.
Successo dell’UDC in Parlamento
L’esperienza del mio Cantone dimostra che un’altra via è possibile. Di recente, in Ticino è stato negato il permesso di dimora a un mafioso pregiudicato, permesso che ha poi ottenuto nel vicino Canton Grigioni.
È assurdo.
L’UDC è riuscita a correggere con successo in Parlamento una situazione che si trascinava ormai da troppo tempo. D’ora in poi, gli immigrati provenienti dall’UE dovranno essere controllati in modo uniforme in tutta la Svizzera.
La sicurezza non si garantisce quando il reato è già stato commesso. Deve iniziare prima, evitando semplicemente di aprire le porte della Svizzera ai criminali.