Quante promesse non sono state fatte al popolo svizzero prima del «sì» all’iniziativa contro l’immigrazione di massa nel 2014! Eppure, negli ultimi dodici anni non è successo nulla, se non un aumento dell’immigrazione e una carenza ancora maggiore di manodopera qualificata. In vista della votazione sull’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!», gli oppositori recuperano le stesse minacce e le stesse promesse vuote. Non lasciatevi ingannare!

Il 9 febbraio 2014 il popolo ha deciso che la Svizzera doveva tornare a regolare l’immigrazione mediante contingenti e tetti massimi. Simonetta Sommaruga, allora capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, aveva promesso con enfasi: «Il Consiglio federale attuerà questa decisione, e lo farà rapidamente e in modo coerente.»
È accaduto il contrario: l’immigrazione sfrenata è proseguita senza sosta. Ogni anno arrivano in Svizzera oltre 100’000 persone in più provenienti dall’UE, da Paesi terzi e tramite il sistema d’asilo. Negli ultimi 12 anni la popolazione è aumentata di un milione, raggiungendo oggi i 9,1 milioni di abitanti.
Chi ne trae vantaggio? Dirigenti senza scrupoli che massimizzano i loro profitti grazie a manodopera straniera a basso costo; sindacati le cui casse si riempiono di milioni grazie alle misure di accompagnamento; proprietari fondiari e immobiliari che realizzano elevati guadagni grazie a un’inflazione galoppante. Ne beneficiano a scapito della popolazione, il cui benessere faticosamente conquistato viene ripartito tra un numero sempre maggiore di persone.
Gli svizzeri possono correggere questa politica migratoria irresponsabile il 14 giugno grazie all’Iniziativa per la sostenibilità. A differenza di 12 anni fa, questa iniziativa popolare obbligherà i responsabili politici ad agire.
Gli oppositori sono quindi particolarmente nervosi. Con racconti allarmistici su chiusure di ospedali e un calo della sicurezza, vogliono seminare paura tra la popolazione. In prima linea c’è Beat Jans, responsabile socialista dell’asilo, che attualmente gira il Paese come portavoce dei padroni dell’economia.
Oppure Christoph Mäder, presidente uscente dell’organizzazione padronale Economiesuisse, che sostiene che la gestione dell’immigrazione tramite contingenti porterebbe a una «burocrazia insopportabile in materia di manodopera» e che l’iniziativa aggraverebbe la carenza di personale qualificato.
Oppure i dirigenti sindacali, che promettono di mantenere il livello dei salari e la sicurezza dell’occupazione in Svizzera grazie a un’immigrazione sfrenata.
Non lasciatevi ingannare! La verità è la seguente:
La storia si ripete: si cerca di piegare l’elettorato con minacce e promesse vuote, per poi, una volta passato il voto, continuare come prima e riempirsi le tasche.
Non lasciatevi ingannare e votate SÌ, il 14 giugno, all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!»