In pochi casi una nuova legge risulta così ingiusta: l’imposizione individuale punisce i meno abbienti e premia i ricchi. Questo vale anche per i pensionati. Per questo votate NO l’8 marzo!

L’imposizione individuale è un progetto disastroso. Invece di risolvere in modo semplice e senza burocrazia la penalizzazione del matrimonio, crea un mostro amministrativo e una serie di nuovi problemi. Tra i penalizzati non vi sono soltanto famiglie, coppie non sposate e famiglie monoparentali, ma anche pensionati con redditi bassi e medi.
Per i pensionati sposati il nuovo sistema fiscale funziona come per le coppie ancora attive professionalmente: risultano penalizzati finché il coniuge con il reddito più basso non contribuisce almeno per un quarto al reddito complessivo della coppia.
Sono in molti a trovarsi in questa situazione. In particolare le coppie delle tradizionali famiglie monoreddito che, oltre alla rendita AVS, percepiscono soltanto una rendita della cassa pensione.
Anche i pensionati soli ne risentono
Neppure i pensionati soli stanno meglio, spesso si tratta di vedove. A partire da un reddito annuo di 94’000 franchi devono pagare imposte sensibilmente più elevate a causa della progressione più accentuata. E questo pesa.
Chi rientra al di sotto di tale soglia, invece, risparmia al massimo 170 franchi all’anno: un importo modesto.
I ricchi ne traggono vantaggio
Il meccanismo dell’imposizione individuale è profondamente sbagliato: a beneficiarne sono i ricchi. E soprattutto i doppi redditi elevati, che già oggi non hanno difficoltà economiche.
Lo stesso vale per i pensionati benestanti: chi percepisce due rendite elevate o dispone di consistenti redditi da patrimonio può, con semplici accorgimenti, risparmiare migliaia di franchi di imposte. Basta attribuire i redditi patrimoniali al coniuge con il reddito più basso. Se così facendo ci si avvicina a una ripartizione 50-50, è possibile ottimizzare il carico fiscale.
Un onere amministrativo difficile da gestire
Oltre a penalizzare finanziariamente i pensionati meno abbienti, l’imposizione individuale comporta un aggravio amministrativo particolarmente gravoso per le persone anziane. Ogni coppia dovrà compilare due dichiarazioni fiscali e suddividere in modo complesso patrimonio, assicurazioni e altri beni. Senza l’aiuto di consulenti fiscali – che comportano ulteriori costi – per molti sarà quasi impossibile farvi fronte.
È quindi evidente: l’imposizione individuale è ingiusta e antisociale. Penalizza i meno abbienti e favorisce i ricchi. L’8 marzo va respinta. Sarà una votazione serrata. Ogni voto conta. Votate NO e convincete amici, conoscenti e familiari a fare lo stesso.