NO all’imposizione individuale ingiusta, NO a un onere amministrativo supplementare e antisociale per le famiglie

L’8 marzo voteremo sull’imposizione individuale. Rappresenta un onere amministrativo aggiuntivo, è costosa e ingiusta. È inoltre antisociale, poiché penalizza le famiglie e la classe media, mentre a beneficiarne sarebbero le coppie con doppio reddito elevato. I direttori cantonali delle finanze respingono il progetto. Per tutte queste valide ragioni occorre votare NO.

Jacques Nicolet
Jacques Nicolet
Consigliere nazionale Lignerolle (VD)
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Una cosa è chiara: le coppie sposate non devono pagare più imposte rispetto a chi vive in concubinato; occorre quindi contrastare la penalizzazione del matrimonio.

Ma l’imposizione individuale sottoposta al voto popolare l’8 marzo, proposta dalle donne del PLR e sostenuta dalla sinistra, non risponde a questa legittima esigenza.

Al contrario, creerà nuovi problemi e nuove ingiustizie. L’imposizione individuale non porta né semplificazione né maggiore equità, e ancor meno sgravi per le famiglie e la classe media.

Ne beneficiano le coppie con doppio reddito elevato
In realtà, l’imposizione individuale è un nuovo e costoso onere amministrativo che penalizzerà le famiglie e la classe media. In futuro, ogni coppia dovrà compilare due dichiarazioni fiscali separate, con la necessità di suddividere beni e debiti. Si tratta di un vero e proprio mostro burocratico, sia per i contribuenti sia per l’amministrazione. I principali beneficiari saranno le coppie con doppio reddito elevato.

I sostenitori della riforma affermano inoltre che essa favorirebbe le donne che lavorano e incentiverebbe l’attività lucrativa. Queste argomentazioni non reggono. Il quotidiano Tages-Anzeiger lo ha recentemente indicato chiaramente: «La riforma favorisce i pensionati benestanti anziché le donne attive».

L’imposizione individuale è certamente animata da buone intenzioni, ma come spesso accade, le buone intenzioni producono l’effetto opposto a quello auspicato.

Anche i Cantoni respingono l’imposizione individuale
In qualità di cittadino attento alle questioni finanziarie e, in particolare, come presidente della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, ritengo importante sottolineare che la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze raccomanda di respingere il progetto di imposizione individuale, affermando a giusta ragione che:

  • l’imposizione individuale genera nuove disuguaglianze;
  • il problema della penalizzazione del matrimonio può essere risolto in modo molto più pragmatico con il modello dello splitting, già applicato con successo nella maggior parte dei Cantoni e facilmente estendibile anche all’imposta federale;
  • l’attuazione dell’imposizione individuale nei Cantoni sarebbe molto onerosa: 1,7 milioni di dichiarazioni d’imposta supplementari richiederebbero circa 1’700 funzionari fiscali in più;
  • le leggi fiscali di tutti i Cantoni dovrebbero essere adattate;
  • l’imposizione individuale risulterebbe più complessa sia per le amministrazioni fiscali sia per i contribuenti.

Votate quindi NO per questa legge complicata, costosa, ingiusta e antisociale.

Jacques Nicolet
Jacques Nicolet
Consigliere nazionale Lignerolle (VD)
 
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