L’imposizione individuale penalizza anche single e coppie non sposate

Saranno molte più persone penalizzate da questa riforma rispetto a quello che si pensa. Particolarmente colpiti saranno le famiglie monoparentali, ma anche le coppie in concubinato con un figlio arriveranno a pagare fino al 66% di imposte federali in più. Questo progetto ingiusto e antisociale deve essere respinto l’8 marzo.

Paolo Pamini
Paolo Pamini
Consigliere nazionale Lugano (CH) (TI)
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È già noto che le famiglie tradizionali vengono penalizzate dall’imposizione individuale. Ci viene promessa la fine della penalizzazione del matrimonio. Ma cosa otteniamo in realtà? Una nuova penalizzazione delle famiglie. Una coppia sposata con un figlio e 101’000 franchi di reddito imponibile, nella quale il marito lavora al 100%, pagherebbe il 216% in più di imposte federali dirette. Si tratta di 1’852 franchi in meno nel portafoglio.

E non finisce qui. Anche le coppie non sposate in concubinato e i genitori soli subirebbero perdite considerevoli.

Colpiti in modo particolare le famiglie monoparentali
Proprio le famiglie monoparentali: sono loro a essere penalizzati maggiormente. Tutti, senza eccezione, i genitori soli con un figlio verrebbero penalizzati. Due esempi:

  • Una madre sola con un reddito imponibile di 102’000 franchi pagherebbe il 40,5% in più di imposte federali, vale a dire 764 franchi in più all’anno.
  • Con un reddito di 150’000 franchi, l’aumento sarebbe di 984 franchi, pari a quasi il 40% in più.

Coppie in concubinato con figlio pagano fino al 66% in più
È paradossale. Le forme familiari moderne che si dichiara di voler promuovere vengono colpite dal martello fiscale. Le coppie non sposate in concubinato con un figlio arriverebbero a pagare fino al 66% in più di imposte federali dirette. Quasi nessuna coppia in concubinato con figlio ne trarrebbe vantaggio, indipendentemente dalla ripartizione del lavoro.

È questo il nuovo modello familiare che si vuole sostenere? È questa una riforma «moderna»? No.

Le coppie non sposate con figli vengono penalizzate perché i costi di custodia non sono più trasferibili; la tariffa per genitori per il reddito più elevato viene abolita; la nuova tariffa dell’imposta sul reddito diventa più progressiva. Anche i genitori soli non ne traggono vantaggio, perché in futuro non si applicherà più la tariffa per genitori e cadranno così in una progressione più elevata.

Imposizione invece di libero arbitrio
I numeri parlano chiaro. L’imposizione individuale crea numerosi nuovi casi svantaggiosi. È ingiusta e antisociale. E non è neppure «liberale», come sostengono i suoi promotori.

Lasciamo parlare i fatti ancora una volta. Una coppia sposata con un figlio e 101’000 franchi di reddito imponibile paga soltanto 60 franchi di imposta federale diretta se entrambi lavorano al 50%. Se però uno dei due lavora al 100%, l’imposta sale improvvisamente a 2’710 franchi. 45 volte di più!

Lo Stato punisce dunque la scelta del modello familiare. Questa non è libertà di scelta, ma imposizione.

L’8 marzo votate quindi NO a questo progetto ingiusto e antisociale.

Paolo Pamini
Paolo Pamini
Consigliere nazionale Lugano (CH) (TI)
 
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