Il Consiglio federale firma il trattato di sottomissione all’UE: è il momento di reagire!

È scandaloso: il Consiglio federale si appresta a firmare a Bruxelles il nuovo trattato con l’UE. E lo fa prima ancora che il Parlamento e il popolo abbiano potuto esprimersi alle urne. Così facendo, gli Euroturbo in seno al Governo dimostrano ancora una volta il loro disprezzo per i nostri diritti popolari. Con un’azione sulla Bundesplatz, il gruppo parlamentare dell’UDC invita le Svizzere e gli Svizzeri a opporsi. Partecipate anche voi su www.trattato-di-sottomissione.ch!

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La Consigliera nazionale e vicepresidente Magdalena Martullo-Blocher afferma: «È inaccettabile che il Consiglio federale firmi il trattato con l’UE prima che il popolo abbia potuto votare.»

I Consiglieri federali filo-UE Cassis (PLR), Baume-Schneider (PS), Jans (PS) e Pfister (Centro) calpestano i nostri diritti democratici: prima ancora che il Parlamento abbia potuto esaminare i trattati con l’UE, prima ancora che il popolo svizzero abbia potuto votare su questo trattato coloniale, il Consiglio federale firma il documento di 2’228 pagine con l’UE.

Il modo di procedere del Consiglio federale è un affronto senza precedenti: si reca già ora in pellegrinaggio a Bruxelles e sottoscrive diligentemente il nuovo accordo. Con questo trattato di sottomissione, la Svizzera sarebbe obbligata ad adottare automaticamente il diritto dell’UE e l’intera burocrazia europea, oggi e in futuro. In caso di controversie, l’ultima parola spetterebbe alla Corte di giustizia dell’UE. E per di più, i contribuenti svizzeri dovrebbero versare ogni anno miliardi di franchi a un’UE fortemente indebitata e in difficoltà.

Gli Euroturbo in Consiglio federale e nell’amministrazione se ne infischiano dei nostri diritti popolari.

Così non va! Con un’azione congiunta sulla Bundesplatz, il gruppo parlamentare dell’UDC protesta contro questo modo di procedere contrario alla democrazia.

Il presidente del partito e Consigliere nazionale (SZ) Marcel Dettling dichiara: «Non avremo più voce in capitolo e, per di più, dovremo pagare miliardi a un’UE in rovina. Il Consiglio federale sta già anticipando tutto questo. Invito la popolazione svizzera a reagire. Lottiamo insieme per una Svizzera libera e per la nostra democrazia diretta!»

Magdalena Martullo-Blocher, Consigliera nazionale (GR) e vicepresidente dell’UDC, aggiunge: «Il Consiglio federale dimostra ancora una volta di essere disposto a sacrificare in anticipo i nostri diritti democratici. Ne è prova anche la volontà di rinunciare al referendum obbligatorio sul pacchetto di trattati, impedendo così anche la maggioranza dei Cantoni. Nella storia della Confederazione è senza precedenti che un dossier di tale importanza non venga sottoposto al popolo e non richieda l’approvazione dei Cantoni. Il fatto che il Consiglio federale, “per motivi tattici”, abbia scelto il nome “Bilaterali III”, sebbene non si tratti affatto di accordi bilaterali, dimostra come stia ingannando senza scrupoli il popolo.»

Yvan Pahud, Consigliere nazionale (VD), sottolinea: «È preoccupante che il Consiglio federale scavalchi il popolo svizzero. Se è davvero convinto che questo trattato sia così importante per il nostro Paese, perché teme il giudizio dei cittadini? Una cosa è certa: chi difende la democrazia diretta si schiera con noi contro il trattato di sottomissione all’UE.»

Piero Marchesi, Consigliere nazionale (TI), conclude: «Per noi è chiaro: non vogliamo legarci a un’UE fortemente indebitata. Vogliamo restare liberi. La Svizzera sta molto meglio così. Non intendiamo scambiare la nostra sovranità con quella dell’UE. È scandaloso il modo in cui il Consiglio federale tratta i diritti popolari. È un segnale di ciò che ci attende se dovessimo accettare questo trattato di sottomissione.»

 
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