Finalmente la verità viene a galla: oltre l’80% dei richiedenti asilo provenienti dal Maghreb sono criminali in Svizzera. Il Comitato direttivo dell’UDC Svizzera, riunitosi a Baar (ZG), chiede l’introduzione di controlli alle frontiere e lo stop immediato all’accoglienza per chi entra da Paesi terzi sicuri. Il Comitato direttivo ha deciso di raccomandare il SÌ all’Iniziativa sulla neutralità e il NO all’Iniziativa sull’alimentazione.

L’UDC lo sostiene da tempo e ora è ufficiale: oltre l’80% dei richiedenti l’asilo provenienti dal Maghreb sono criminali. Lo dimostrano i dati della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) del Consigliere federale del PS Jans. Non sono rifugiati: abusano del nostro sistema d’asilo.
È inoltre evidente che il Dipartimento del responsabile dell’asilo Jans avrebbe preferito mettere questi fatti sotto il tappeto. Grazie al «Blick», che ha richiamato la legge sulla trasparenza, la SEM non può più tacere queste informazioni. Il responsabile del dossier asilo e Consigliere nazionale Pascal Schmid (TG) afferma che l’Ufficio federale di statistica gli aveva negato queste informazioni, nonostante le avesse chieste in qualità di parlamentare.
Schmid chiarisce al Comitato direttivo: «I migranti dell’asilo criminali non hanno nulla da cercare in Svizzera! In prigione, poi all’aeroporto e infine a casa!» Schmid chiede: «Per ridurre il numero di persone che entrano nel Paese, abbiamo bisogno di controlli immediati alle frontiere e dello stop immediato all’asilo per chi entra da Paesi confinanti sicuri.»
Le soluzioni, sotto forma di oltre 30 interventi in materia d’asilo approvati dal Parlamento, sono sul tavolo del consigliere federale Jans. Tra queste figurano le mozioni «Proteggere finalmente la popolazione escludendo i criminali dalla procedura d’asilo e dal diritto di restare in Svizzera» (24.4429), «Offensiva nell’ambito dei rimpatri ed espulsione sistematica degli autori di reati e delle persone potenzialmente pericolose» (23.3082) o «Limitare lo statuto S alle persone davvero bisognose di protezione» (24.3378). Il Consigliere federale del PS Jans deve finalmente mettersi al lavoro!
Non passa quasi giorno senza reati violenti e sessuali, effrazioni e furti. Il Consigliere federale del PS Jans si rifiuta di guardare in faccia questi fatti. Schmid commenta: «Quello del Consigliere federale Jans è un puro e semplice rifiuto della realtà.»
Schmid ha parlato anche della crisi dell’asilo nella città spagnola di Ceuta: «L’UE ha fallito nella protezione della propria frontiera esterna, e ciò riguarda anche la Svizzera. Non si tratta di rifugiati, ma di invasori clandestini. Sono perlopiù giovani musulmani africani di sesso maschile che hanno gettato i propri documenti d’identità affinché non sia possibile rimpatriarli nei Paesi d’origine», afferma Schmid.
Per Schmid è chiaro: «Chi torna già a minimizzare l’accaduto solo perché una parte dei migranti è rientrata, non ha capito nulla. Ceuta può ripetersi in qualsiasi momento.» E cosa fa il ministro delle dichiarazioni Jans? Elogia il Governo spagnolo e l’Accordo di Schengen/Dublino e chiede una maggiore regolamentazione dei social media.
Schmid è preoccupato anche per l’attuale ondata di effrazioni e attacchi alle armerie. A renderla possibile è Schengen: gli autori, spesso minorenni, arrivano indisturbati dalla Francia, colpiscono e poche ore dopo sono già fuori dal Paese. Se vengono arrestati, si applica il diritto penale minorile.
Poiché il Consiglio federale non fa nulla, serve l’Iniziativa per la protezione delle frontiere dell’UDC!
L’Iniziativa per la protezione delle frontiere dell’UDC vuole porre fine alla concessione dell’asilo ai migranti illegali che entrano in Svizzera passando da Paesi terzi sicuri. Le persone la cui domanda d’asilo è stata respinta non devono più ottenere il diritto di restare. Ciò riguarda in particolare i giovani uomini provenienti da Africa, Afghanistan, Iraq e Siria. L’iniziativa chiede un limite massimo di 5’000 veri rifugiati all’anno. La migrazione illegale deve inoltre essere contrastata con controlli alle frontiere nazionali. «La popolazione svizzera deve finalmente tornare a sentirsi sicura nel proprio Paese», afferma Schmid. «Questo ha la massima priorità!»
SÌ alla neutralità – NO al diktat vegano
Il Comitato direttivo dell’UDC Svizzera ha inoltre deciso all’unanimità di raccomandare il SÌ all’Iniziativa sulla neutralità e il NO all’Iniziativa sull’alimentazione. Il Comitato considera la neutralità armata e permanente il principio cardine della sicurezza della Svizzera. Per oltre duecento anni ci ha tenuti lontani dai conflitti e ha garantito pace, sicurezza e benessere.
L’UDC sostiene un’agricoltura svizzera forte, con PMI efficienti e libertà imprenditoriale, e si oppone alle imposizioni statali nei nostri piatti. Il Comitato direttivo raccomanda ai delegati dell’UDC di respingere l’Iniziativa sull’alimentazione.
«UDC tra la gente» a Baar
A mezzogiorno, esponenti di spicco del partito hanno dapprima incontrato gli imprenditori locali durante un aperitivo. Dopo la riunione del Comitato direttivo si è tenuto l’evento «UDC tra la gente» davanti alla sala comunale di Baar. Diversi rappresentanti eletti dell’UDC hanno incontrato la popolazione interessata per uno scambio informale e vivace accompagnato da birra, salsicce alla griglia e musica. Tra questi c’erano il presidente del partito Marcel Dettling, il capogruppo parlamentare Thomas Aeschi, il consigliere di Stato Heinz Tännler e molti altri.