Editoriale

Iniziativa vegana: un attacco alla nostra agricoltura e alla nostra libertà

La cosiddetta «Iniziativa sull’alimentazione» si presenta come un contributo a una maggiore sostenibilità e sicurezza alimentare. In realtà, non è altro che un’iniziativa vegana che vuole imporre alle persone che cosa dovrà essere prodotto in futuro e, indirettamente, anche che cosa dovrà essere consumato. Dietro slogan accattivanti si cela un attacco ideologico alla nostra agricoltura, alla nostra alimentazione e alla nostra libertà.

Raide Bassi
Raide Bassi
(TI)
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I promotori chiedono di aumentare il grado netto di autoapprovvigionamento della Svizzera dall’attuale 46% circa ad almeno il 70%, puntando però sugli alimenti vegetali. Al contempo, vogliono inasprire ulteriormente le prescrizioni ambientali. Il Consiglio federale afferma chiaramente che, rispetto alle condizioni richieste, questo obiettivo non è raggiungibile. Sarebbe possibile solo con massicci interventi statali nella produzione e nel consumo. In altre parole, sarebbe lo Stato a decidere che cosa cresce nei nostri campi e che cosa finisce nei nostri piatti.

A farne le spese sarebbero le nostre famiglie contadine. Dovrebbero riconvertire completamente le proprie aziende nel giro di pochissimo tempo. Gli investimenti effettuati nel corso di decenni verrebbero svalutati, mezzi di sussistenza messi a rischio e intere catene del valore – dall’agricoltura alla trasformazione alimentare fino al commercio al dettaglio – indebolite. Tutto ciò non è né sostenibile né responsabile.

Già oggi la nostra agricoltura è tra le più sostenibili al mondo. Produce alimenti di alta qualità nel rispetto di rigorosi standard in materia di benessere degli animali, ambiente e qualità. Anziché punire i nostri agricoltori con sempre nuove prescrizioni, dobbiamo riconoscere il loro lavoro e rafforzarne la competitività.

È vero, abbiamo bisogno di sicurezza alimentare. Le crisi degli ultimi anni hanno dimostrato quanto sia importante una forte produzione alimentare nazionale. Tuttavia, la sicurezza dell’approvvigionamento non si ottiene con esperimenti ideologici, divieti e imposizioni statali, ma con condizioni quadro ragionevoli, libertà imprenditoriale e un’agricoltura libera di produrre.

L’UDC dice quindi chiaramente NO il 27 settembre a questa iniziativa vegana. Siamo per la libertà di scelta anziché il diktat alimentare, per la responsabilità individuale anziché il dirigismo statale e per una forte agricoltura svizzera, capace di garantire anche alle generazioni future un approvvigionamento sicuro di alimenti prodotti nel nostro Paese.

Raide Bassi
Raide Bassi
(TI)
 
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