Stabilire priorità nella spesa anziché salassare costantemente il ceto medio!
La maggioranza di centro-sinistra in Consiglio federale e in Parlamento sta pianificando i prossimi attacchi al portafoglio del ceto medio e intende aumentare nuovamente l’IVA per finanziare l’esercito e la 13ª rendita AVS. Invece di prelevare ancora più denaro – duramente guadagnato – alle cittadine e ai cittadini, è necessaria più disciplina nella spesa della Confederazione.

Stabilire priorità nella propria spesa è l’abitudine di chi gestisce il proprio denaro responsabilmente. È un principio che purtroppo è completamente estraneo ai politici di centro-sinistra a Palazzo federale quando si tratta di amministrare il denaro dei contribuenti. Lo osserviamo se lanciamo uno sguardo alle spese federali che dal 1990 sono triplicate, passando da 31,6 a 95,7 miliardi di franchi previsti per il 2028. Il prodotto interno lordo (PIL), invece, nello stesso periodo è cresciuto solo di circa il doppio.
Oggi la Confederazione spende circa 8 miliardi delle nostre imposte per il settore asilo/migrazione/aiuto allo sviluppo. Un dato che colpisce e che dovrebbe far riflettere, perché si tratta di più del doppio rispetto a quanto destinato all’agricoltura/alimentazione (circa 4 miliardi di franchi). E questo, nonostante non siamo nemmeno in grado di coprire con produzione propria il fabbisogno alimentare della metà della popolazione.
Il Consiglio federale sostiene che non ci siano abbastanza fondi – indirizzati invece all’estero e al settore dell’asilo – per riportato a uno stato di piena operatività il nostro esercito, quasi ridotto all’osso dai risparmi. Servirebbero quindi più entrate.
Ma questo è falso: la Confederazione non ha un problema di entrate, ma un problema di spesa. Eppure, invece di incrementare una disciplina di spesa, la maggioranza di centro-sinistra a Berna preferisce ancora una volta mettere le mani nelle tasche delle cittadine e dei cittadini. Concretamente, il ministro della difesa Martin Pfister (Il Centro) vuole aumentare ancora l’IVA dello 0,8% (pari a entrate annuali di 3,1 miliardi di franchi). Anche per finanziare la 13ª rendita AVS si prevede un ulteriore aumento dell’IVA dello 0,7% (pari fino a 2,5 miliardi di franchi all’anno).
Beninteso: l’IVA è già stata aumentata nel 2024 dello 0,4% per il finanziamento generale dell’AVS.
A partire dal 2027, si aggiungono anche i seguenti aumenti di imposte e tasse:
- più 400 milioni di franchi attraverso l’aumento dell’imposta per gli autoveicoli elettrici;
- più 200 milioni di franchi per benzina e diesel.
In breve, il centro-sinistra vuole sottrarre altri 6,2 miliardi di franchi al ceto medio. Pro capite, significherebbe un onere aggiuntivo di circa 681 franchi. A pagare sarebbe ancora una volta, in primo luogo, il ceto medio lavoratore.
L’UDC combatte con decisione questo attacco al portafoglio della popolazione attiva e chiede uno stop coerente alla crescita della spesa, così come una chiara priorità ai compiti fondamentali. L’attenzione si concentra in particolare su quei settori in cui le spese sono cresciute in modo sproporzionato negli ultimi 30 anni, come l’aiuto allo sviluppo e il settore dell’asilo.
In questo modo sarebbe facilmente possibile liberare ogni anno tre miliardi di franchi aggiuntivi per la nostra sicurezza. Basta volerlo!
- Asilo, migrazione e statuto di protezione S, plafonamento a 2 miliardi di franchi all’anno e riforma completa del sistema d’asilo – risparmio: 2 miliardi di franchi;
- Aiuto pubblico allo sviluppo, plafonamento a 2 miliardi di franchi all’anno – risparmio: 1 miliardo di franchi;
- Spese per il personale della Confederazione, plafonamento a 6 miliardi di franchi all’anno – risparmio: 0,5 miliardi di franchi;
- Consulenze e servizi esterni della Confederazione, plafonamento a 500 milioni di franchi all’anno – risparmio: oltre 200 milioni di franchi;
- Compensazione degli oneri sociodemografici, plafonamento a 300 milioni di franchi all’anno – risparmio: oltre 200 milioni di franchi;
- Ufficio federale della cultura, dimezzamento delle spese per il personale, Pro Helvetia e promozione cinematografica – risparmio: oltre 60 milioni di franchi;
- Fondazione immobiliare, soppressione – risparmio: oltre 60 milioni di franchi;
- Fondi ambientali multilaterali, soppressione – risparmio: 50 milioni di franchi;
- Ufficio federale di statistica, plafonamento a 150 milioni di franchi all’anno – risparmio: 30 milioni di franchi;
- Ufficio federale della sanità pubblica, riduzione delle spese per il personale al livello del 2019 (da 107 a 86 milioni di franchi) – risparmio: oltre 20 milioni di franchi.
Solo questi pochi esempi generano un margine finanziario di ben oltre 4 miliardi di franchi all’anno. L’UDC si impegna a Berna per una gestione coerentemente parsimoniosa del denaro dei contribuenti e per una chiara priorità nella spesa. In questo modo possiamo mantenere anche in futuro il nostro collaudato freno all’indebitamento, affinché i nostri figli e nipoti possano continuare a vivere in una Svizzera stabile.

