L’UDC apprende soddisfatta che una maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha seguito la propria coscienza politica. Chi vuole adottare il trattato di sottomissione all’UE deve prima modificare la Costituzione federale, un’operazione che richiede un referendum obbligatorio con la maggioranza dei Cantoni. In gioco non c’è niente di meno che il DNA della Svizzera: la nostra democrazia diretta.

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati resta ferma sulle proprie posizioni: i nuovi trattati con l’UE violano la Costituzione federale, e precisamente l’articolo 121a sull’immigrazione, nel quale è scritto in modo chiaro e inequivocabile che la Svizzera non può concludere nuovi trattati che violino la gestione autonoma dell’immigrazione.
Per la maggioranza della CIP-S è quindi chiaro: chi vuole i nuovi trattati con l’UE deve prima modificare la Costituzione federale. Per questo serve l’approvazione del Popolo e dei Cantoni.
Con i previsti trattati con l’UE, la Svizzera dovrebbe tuttavia riprendere parti essenziali dell’attuale e anche della futura direttiva UE sulla cittadinanza dell’Unione. La libera circolazione delle persone con l’UE verrebbe così fortemente estesa:
L’UDC constata con soddisfazione che la maggioranza dei membri della CIP-S ha seguito la propria coscienza politica. Chiunque intenda adottare i nuovi trattati dell’UE deve prima adeguare l’articolo della Costituzione federale relativo all’immigrazione. Tale adeguamento richiede un referendum obbligatorio, con la maggioranza dei Cantoni.
In ogni caso, il pacchetto di trattati dell’UE deve essere obbligatoriamente sottoposto al popolo e ai cantoni
La Commissione delle istituzioni politiche è la custode dei diritti politici e democratici. Ciò include anche l’organizzazione federalista dello Stato svizzero. Il popolo e i cantoni costituiscono il sovrano: la Confederazione Svizzera. È quanto stabilisce il primissimo articolo della Costituzione federale. Ecco perché abbiamo un sistema bicamerale composto dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati.
Il trattato di sottomissione all’UE stravolgerebbe radicalmente il nostro sistema politico. La Svizzera sarebbe costretta a recepire automaticamente il diritto dell’UE in settori fondamentali. La Corte di giustizia dell’UE diventerebbe l’istanza suprema, anche per la Svizzera. Poiché il diritto dell’UE è considerato diritto internazionale, prevarrebbe sul diritto svizzero, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale. Il nostro sovrano – il popolo svizzero e i Cantoni – verrebbe così direttamente messo fuori gioco e privato della propria autonomia.
Una tale sottomissione istituzionale della Svizzera all’UE deve imperativamente essere sottoposta a votazione popolare con la clausola della doppia maggioranza.
Fortunatamente, questa è anche l’opinione della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, che con 7 voti contro 5 esige un «referendum obbligatorio sui generis», ovvero una votazione popolare obbligatoria. I trattati con l’UE hanno una portata talmente ampia da richiedere l’approvazione di popolo e cantoni.