Imbroglio e inganno riguardo al trattato con l’UE

Il trattato di sottomissione all’UE deve essere sottoposto al voto del Popolo e dei Cantoni? Nel dibattito parlamentare non si tratta semplicemente di diverse interpretazioni della Costituzione, bensì di una tattica spregiudicata e di tattica e astute costruzioni intellettuali fondate sulla menzogna. Il diritto viene piegato e infranto a piacimento.

Pirmin Schwander
Pirmin Schwander
Consigliere agli Stati Lachen (SZ)
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I trattati internazionali importanti devono essere sottoposti al Popolo e necessitano anche dell’approvazione della maggioranza dei Cantoni (ossia la cosiddetta maggioranza dei Cantoni). È così che il Consiglio federale e il Parlamento hanno proceduto per decenni. Nel 1972 l’accordo di libero scambio tra l’UE e la Svizzera fu sottoposto a referendum obbligatorio, così come nel 1992 il trattato SEE/UE.

Questa prassi era del tutto scontata, fino a quando nel maggio 2024 è comparso un parere giuridico dell’Ufficio federale di giustizia che sosteneva esattamente il contrario. Ora si sostiene, improvvisamente, che la situazione giuridica relativa a un referendum obbligatorio sarebbe incerta. Il parere è stato commissionato dal capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Beat Jans.

In apparenza si tratta soltanto di una controversia giuridica. In realtà si tratta del fatto che la «fazione UE» nel Consiglio federale e in Parlamento non vuole una votazione popolare obbligatoria sul trattato di sottomissione all’UE. Per raggiungere questo obiettivo, ogni mezzo è ritenuto lecito.

Il trattato con l’UE sconvolgerebbe l’intero assetto istituzionale del nostro Paese
Torniamo al 1998. Si trattava della revisione della Costituzione federale. Nel dibattito il relatore della commissione, il consigliere agli Stati Bruno Frick, dichiarò: «La Commissione costituzionale ritiene tuttavia che, in casi straordinari, […] l’Assemblea federale debba continuare ad avere il diritto di sottoporre al voto del Popolo e dei Cantoni, accanto alla Costituzione scritta e quale misura straordinaria, per così dire come “valvola di sicurezza”, trattati internazionali particolarmente importanti.» (Bollettino ufficiale del 09.03.1998, pagina 121)

È assolutamente lampante che il previsto trattato di sottomissione all’UE rientra nella categoria dei trattati «particolarmente importanti». Con questo trattato recepiremmo automaticamente il diritto dell’UE, ci sottoporremmo alla Corte di giustizia dell’UE e la Svizzera potrebbe persino essere sanzionata dall’UE qualora non rispettasse il diritto europeo. Questo trattato sconvolgerebbe l’intero nostro sistema statale. Per questo è necessaria l’approvazione del Popolo e dei Cantoni: quindi un referendum obbligatorio.

La consigliera federale Sommaruga promise una votazione popolare
L’11 agosto 2009, l’Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASNI) presentò l’iniziativa popolare «Per sottoporre i trattati internazionali al voto del Popolo». In seguito, il Consiglio federale volle rafforzare di propria iniziativa i diritti popolari e scrisse: «Successivamente, per i trattati internazionali che, in ragione della loro importanza, si collocano allo stesso livello della Costituzione federale, dovrà essere introdotto il referendum obbligatorio.» (Comunicato stampa del 01.10.2010)

L’allora ministra della Giustizia, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, fu ancora più esplicita nel dibattito di Arena e replicò al sottoscritto: «Devo dire qualcosa sull’accordo quadro con l’UE, signor Schwander. A quanto pare, ne sapete più del Consiglio federale su ciò che è scritto nell’accordo. Posso tranquillizzarla. L’accordo quadro sarebbe sottoposto al Popolo e ai Cantoni. Questo è assolutamente chiaro. È la prassi consolidata che seguiamo da decenni.» (Arena, 25.05.2012)

All’epoca, tra l’altro, il giurista Michael Schöll lavorava già presso il Dipartimento federale di giustizia e polizia. Oggi, in qualità di direttore dell’Ufficio federale di giustizia, sostiene l’esatto contrario…

La fazione UE nel Consiglio federale e in Parlamento
Che cosa è cambiato da allora? Nulla! La prassi consolidata da decenni, che la consigliera federale Sommaruga ancora difendeva nel 2012, è stata spazzata via da un parere giuridico commissionato ad hoc. La fazione UE nel Consiglio federale e in Parlamento fa giochi di prestigio e inganna per consegnare la Svizzera all’UE. Per quanto tempo ancora il Popolo accetterà di essere continuamente ingannato?

Non è ancora troppo tardi: difendiamoci insieme per la nostra democrazia e contro il trattato di sottomissione all’UE!

Pirmin Schwander
Pirmin Schwander
Consigliere agli Stati Lachen (SZ)
 
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