La Svizzera deve tornare a essere un partner affidabile!

A Ginevra si conosce meglio che altrove l’importanza delle relazioni internazionali. Il Cantone romando ospita organizzazioni, istituzioni e attori provenienti da tutto il mondo. Questa vocazione internazionale ci ricorda una realtà evidente: la credibilità di un Paese si fonda tanto sui suoi impegni quanto sulla sua capacità di mantenerli.

Alain Bühler
Alain Bühler
(TI)
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Nel settore strategico della difesa, la Svizzera sta perdendo questa credibilità. Le restrizioni imposte alla nostra industria degli armamenti hanno portato diversi partner europei ad allontanarsi dalle nostre imprese. Perché dovrebbero ordinare equipaggiamenti svizzeri se non possono avere la garanzia di utilizzarli, scambiarli o sottoporli a manutenzione quando le circostanze lo richiedono?

Le conseguenze vanno ben oltre le sole considerazioni commerciali. Perdendo i propri sbocchi commerciali, la nostra industria perde progressivamente le proprie capacità produttive, le proprie competenze e il proprio posto nelle catene di approvvigionamento internazionali. Si tratta di altrettante risorse di cui il nostro stesso esercito potrebbe avere un disperato bisogno domani.

Un’indipendenza strategica necessaria
In un mondo caratterizzato da tensioni crescenti, la Svizzera non può permettersi di diventare una semplice spettatrice, dipendente dalle decisioni prese all’estero per garantire la propria sicurezza.

La modifica della legge sul materiale bellico mira a ripristinare un quadro più realistico, che consenta alle nostre imprese di ritrovare il proprio posto accanto a partner affidabili, mantenendo al contempo i meccanismi di controllo e le prerogative del Consiglio federale.

Il nostro Paese ha sempre saputo coniugare l’apertura al mondo con la difesa dei propri interessi. Oggi deve ritrovare questo equilibrio.

Perché essere un partner rispettato significa anche essere un partner su cui si può contare. E per la Svizzera si tratta di una questione di credibilità, sicurezza e indipendenza. Il 29 novembre, votiamo SÌ alla modifica della legge sul materiale bellico.

Alain Bühler
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(TI)
 
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