La Commissione per la politica estera del Consiglio nazionale intende far approvare in tutta fretta dal Parlamento i trattati UE, che a Berna vengono spacciati con il termine ingannevole di «Bilaterali III». I sostenitori dell’UE stanno così ostacolando un esame approfondito del progetto, che conta decine di migliaia di pagine.

Faccio parte del Consiglio nazionale e della Commissione per la politica estera (CPE) dal 2010. È vero che gli altri partiti hanno sempre inserito nei propri ranghi i loro sostenitori accaniti dell’UE e i loro internazionalisti. Ma non mi era mai capitato prima d’ora di assistere a ciò che sta accadendo attualmente in relazione al nuovo trattato UE.
Il trattato UE avrà per il nostro Paese conseguenze negative come nessun altro accordo prima d’ora. Non stupisce quindi che i suoi sostenitori evitino un dibattito onesto sulle conseguenze per la Svizzera come il diavolo evita l’acqua santa. Per impedirlo, i sostenitori accaniti dell’UE stanno mettendo in atto un gioco truccato: dapprima la sinistra rosso-verde, con la sciagurata complicità de Il Centro e con ogni sorta di trucchi e manovre, ha fatto in modo che il dossier finisse alla Commissione della politica estera (CPE). Lì, a porte chiuse, gli euroturbo stanno preparando tutto affinché il trattato di sottomissione all’UE possa essere fatto passare a tutta velocità in Parlamento già quest’inverno.
È un atteggiamento del tutto irresponsabile. In questo modo non è possibile svolgere in Commissione un esame e una discussione approfonditi di un dossier che, complessivamente, comprende oltre 20’000 pagine tra trattato UE, regolamenti UE e messaggio del Consiglio federale.
Per un dossier di questa portata, rigore e serietà dovrebbero essere la massima priorità. In gioco ci sono le future relazioni con l’UE, la ripresa dinamica e automatica del diritto, il ruolo di giudici stranieri e ulteriori impegni finanziari per miliardi di franchi.
E si pone la domanda politica fondamentale: quanta indipendenza potrà ancora preservare la Svizzera, quanta libertà resterà ai suoi cittadini in caso di un Sì al trattato di sottomissione all’UE? Anche per questo la commissione competente del Consiglio degli Stati insiste sulla maggioranza dei Cantoni e ieri ha deciso che su questo dossier dovrebbero votare sia il Popolo SIA i Cantoni.
Oggi sono i grandi euroturbo Fabian Molina e Jon Pult del PS, Simon Michel del PLR ed Elisabeth Schneider-Schneiter de Il Centro, a occupare i seggi nella CPE.
Rimpiango i tempi in cui esponenti di peso di quei partiti di Governo, in Consiglio nazionale, si battevano ancora con convinzione per la nostra democrazia, unica al mondo.