La causa del prossimo aumento dei costi è la politica migratoria fallimentare

Dopo una permanenza di 5 anni in Svizzera, gli ucraini in possesso dello status S ottengono automaticamente un permesso di soggiorno e, di conseguenza, hanno diritto alle stesse prestazioni di assistenza sociale dei cittadini svizzeri. Allo stesso tempo, a partire dal prossimo anno, la Confederazione si ritirerà dal finanziamento per motivi di risparmio, lasciando l’intero onere ai Cantoni e ai Comuni. Questi ultimi sono pronti ad aumentare le imposte.

Barbara Steinemann
Barbara Steinemann
Consigliera nazionale Watt-Regensdorf (ZH)
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Attualmente in Svizzera vivono 72’600 ucraini con permesso S. La grande maggioranza, ovvero l’83%, vive grazie all’assistenza sociale e solo il 37% lavora. Nella maggior parte degli altri paesi europei, il tasso di occupazione dei rifugiati ucraini è nettamente più alto: nei Paesi Bassi, ad esempio, supera il 60%. Evidentemente, in Svizzera l’assistenza sociale è così elevata che molti ucraini hanno pochi incentivi a mantenersi finanziariamente con le proprie forze attraverso il lavoro.

Con il rilascio automatico di un permesso di soggiorno, il Consiglio federale viene meno alla parola data, tanto più che, al momento dell’introduzione dello status S, aveva garantito che tale status fosse (e rimanesse) orientato al ritorno. Ora si sta verificando proprio ciò da cui l’UDC aveva messo in guardia fin dall’inizio: la maggior parte degli ucraini rimarrà nel nostro Paese, di norma in modo permanente a spese delle contribuenti e dei contribuenti svizzeri.

Infatti, al più tardi con il rilascio del permesso di dimora, le ucraine e gli ucraini saranno equiparati ai cittadini svizzeri nell’ambito dell’aiuto sociale. Ne beneficerebbero persino coloro che non hanno lavorato nemmeno un giorno. Con importi di assistenza più elevati, anche gli sforzi dei Comuni nell’ambito dell’integrazione nel mercato del lavoro e per l’apprendimento della lingua vengono resi molto più difficili, poiché diventa economicamente ancora meno conveniente svolgere un’attività lavorativa.

Il Canton Vaud dà un’idea della dimensione del problema
A seconda del Cantone, può essere il Comune o il Cantone a farsi carico dell’assistenza sociale per gli ucraini. Nel Canton Vaud sarebbero interessate più di 4000 persone: solo a causa del passaggio a una categoria di aiuto sociale più elevata, il Cantone prevede una spesa aggiuntiva di 25 milioni di franchi e di ulteriori 75 milioni a causa della sospensione dei contributi federali. Se 4’000 ucraini vodesi che dipendono dall’assistenza sociale costano ai contribuenti 100 milioni, si può intuire la portata della spesa per i circa 60’000 ucraini che in Svizzera dipendono dall’assistenza sociale. E in questo calcolo non è ancora stato incluso un solo franco per le scuole, la sanità e altro…

È inoltre preoccupante constatare che nei giorni festivi come Pasqua e Natale, nonché in generale durante i periodi di vacanza, mezzi di trasporto di massa come i Flixbus diretti in Ucraina siano sovraffollati. È assolutamente inaccettabile che i contribuenti svizzeri debbano pagare sempre di più per falsi incentivi e abusi. Si parla spesso dell’immigrazione nel sistema sociale: una descrizione che calza a pennello quando si parla di ucraine e ucraini.

Barbara Steinemann
Barbara Steinemann
Consigliera nazionale Watt-Regensdorf (ZH)
 
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