Lettera aperta a chi trae profitto dall’immigrazione
Ai capi dei sindacati, ai magnati dell’economia, ai funzionari pubblici e ai politici lontani dalla realtà…

Ci raccontate sempre le stesse storie: che non possiamo gestire autonomamente l’immigrazione e che la libera circolazione delle persone ha portato benessere a tutti noi. Ci minacciate sempre con lo stesso argomento, cioè che senza immigrazione non ci sarebbero lavoratori qualificati. E infine ci assicurate dicendo che l’immigrazione incontrollata non ha alcun effetto sul livello salariale in Svizzera.
E oggi combattete la nostra Iniziativa per la sostenibilità, esattamente come l’Iniziativa contro l’immigrazione di massa del 2014, la quale non è stata attuata nonostante l’approvazione del popolo.
Il risultato lo vediamo oggi: dopo 12 anni il nostro Paese conta un milione di immigrati in più e la carenza di manodopera qualificata è addirittura aumentata.
Le strade e i mezzi pubblici sono sovraffollati. Gli spazi verdi scompaiono a vista d’occhio. Il livello di istruzione cala. I costi sociali e la criminalità aumentano in modo massiccio. In molti luoghi la nostra Svizzera non è più riconoscibile. E siamo noi, normali cittadini svizzeri, a pagarne il prezzo.
Cresce solo la vostra fetta della torta. I sindacati incassano milioni grazie alle misure di accompagnamento. I dirigenti incassano bonus milionari. E anche lo Stato e i suoi funzionari approfittano dell’immigrazione e della crescita.
Ma il punto decisivo è un altro: gran parte dei lavoratori, delle famiglie e degli anziani non trae alcun beneficio da questa immigrazione. Oggi hanno franchi in meno nel portafoglio, perché affitti, premi di cassa malati e costo della vita sono aumentati molto più dei salari o delle rendite. Allo stesso tempo, la qualità di vita è peggiorata.
Non si può andare avanti così.
Dobbiamo intervenire. Lo possiamo fare votando SÌ all’iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti!», affinché il Consiglio federale e i politici che vivono lontani dalla realtà siano finalmente costretti ad agire. Con un sì anche i vertici sindacali e imprenditoriali si assumano finalmente le loro responsabilità nei confronti del nostro Paese!

