Giornale del partito UDC-Parlar chiaro luglio 2026

Per la nostra Svizzera, noi continuiamo a lottare contro l’immigrazione incontrollata

Il NO risicato espresso alle urne dalla popolazione per l’Iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è stato un chiaro voto di sfiducia. Gli oppositori vogliono però ancora più immigrati, compresi beneficiari di assistenza, parassiti dell’asilo e anche coloro che commettono crimini. Il pericolo maggiore, in tal senso, ora è rappresentato dal previsto trattato di sottomissione all’UE.

Naturalmente ci rammarichiamo per il NO all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!». Alcuni media, dopo il 14 di giugno, hanno scritto che l’UDC ha perso. A perdere non è stato il nostro partito, ma la Svizzera! Non è stato risolto nemmeno uno dei problemi legati all’immigrazione.

Cito alcune notizie che hanno fatto scalpore dopo la votazione.

  • «InsInsulti, molestie e bagnanti in mutande: nelle piscine di Berna sono in servizio pattuglie di sicurezza.». Ora, dunque, anche in Svizzera le piscine devono rafforzare le misure di sicurezza. Presto ci ritroveremo in situazioni come quelle della Germania o della Francia.
  • A Soletta, bande giovanili si affrontano a suon di pugni nelle stazioni. Secondo la polizia, molti dei giovani provengono dall’Eritrea.
  • «Nuovo record di code in Svizzera». Nel giro di un anno, il numero di ore trascorse in colonna è aumentato del 22%, raggiungendo quota 68’040. Ogni giorno, gli automobilisti svizzeri, gli artigiani e i trasportatori trascorrono complessivamente 186 ore nel traffico.

Non si può andare avanti così. La domenica di votazione ha dimostrato che la metà delle cittadine e dei cittadini svizzeri vuole fermare l’immigrazione incontrollata. Questo nonostante la massiccia campagna intimidatoria condotta dagli oppositori.

Il Consigliere federale socialista Jans e il suo partito sono favorevoli a un’immigrazione senza freni. Beneficiari dell’assistenza sociale, criminali e richiedenti l’asilo respinti: tutti devono poter restare e ne devono arrivare il più possibile. L’industria assistenziale della sinistra lavora a pieno regime. E chi paga? La popolazione che lavora.

L’economia paga e il PS trionfa
Anche la votazione sull’Iniziativa per la sostenibilità ha dimostrato che le associazioni economiche vogliono mantenere a ogni costo la libera circolazione delle persone con l’UE. Hanno finanziato la campagna per il NO con milioni di franchi, favorendo i socialisti che la domenica della votazione hanno celebrato il loro successo su tutti i fronti e immediatamente hanno svelato la loro agenda ostile all’economia.

Un programma politico che comprende ulteriori restrizioni al mercato del lavoro liberale, edilizia abitativa statale, tetto agli affitti, premi di cassa malati commisurati al reddito, imposte più elevate per i redditi più alti, esproprio dei proprietari immobiliari e così via.

Quelle appena citate sono risposte di sinistra ai problemi dell’immigrazione, che dovrebbero far riflettere i vertici delle associazioni economiche. Sembra però che abbiano già nel mirino il prossimo patto con la sinistra: il trattato di sottomissione all’UE, altresì chiamato «Bilaterali III», con il quale la Svizzera si legherebbe per sempre ad un’UE fortemente indebitata e piena di burocrazia.

Potrebbero arrivare persino i parenti bisognosi di cure
Con il trattato di sottomissione all’UE, l’immigrazione aumenterebbe ancora una volta in modo massiccio! Il ricongiungimento familiare verrebbe notevolmente ampliato. Da tempo ormai non si tratta più solo di coniugi e figli, ma anche di nonni, suocere e parenti bisognosi di cure, che potrebbero venire in Svizzera e beneficiare del nostro sistema sociale.

Inoltre 690’000 stranieri otterrebbero in un colpo solo il diritto di soggiorno permanente. Potrebbero rimanere per sempre in Svizzera, anche se non lavorassero mai più, percepissero l’assistenza sociale o addirittura commettessero reati.

Diversi Paesi poveri sono prossimi ad aderire all’UE. Con Kosovo, Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Ucraina, Georgia e Moldavia, altri circa 60 milioni di persone diventerebbero cittadini dell’UE, con tutti i diritti alla libera immigrazione e al ricongiungimento familiare.

Trattato di sottomissione all’UE: sostenete ora la nostra battaglia
L’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!» ha mobilitato la popolazione. L’immigrazione incontrollata e la migrazione criminale legata all’asilo devono essere fermate.

Continuiamo a batterci per la nostra Svizzera. Ora più che mai, proteggiamo ciò che amiamo. Cosa potete fare ora: sostenete la nostra battaglia contro il previsto trattato di sottomissione all’UE (www.trattato-di-sottomissione.ch), ad esempio con una testimonianza.

Circa l‘autore
Alain Bühler
UDC (TI)
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