Più di 14’000 domande d’asilo nel 2019: il numero di migranti economici è sempre eccessivo

Pubblicando oggi la sua statistica dell’asilo, la Confederazione cerca, come d’abitudine, di minimizzare le conseguenze disastrose della sua cattiva, in quanto troppo generosa, politica d’asilo. 14’269 domande d’asilo nel 2019, sono sempre troppe, tanto più che si tratta, nella maggior parte dei casi, non di rifugiati ma di migranti economici che, in generale, s’installano direttamente nell’aiuto sociale. Occorre anche ricordare che ogni anno, più di 50’000 persone supplementari in cifra netta, vengono ad abitare in Svizzera grazie soprattutto alla libera circolazione delle persone. Questa immigrazione esagerata non è più sostenibile per il nostro piccolo paese. L’iniziativa per la limitazione permetterebbe di riportare finalmente questa immigrazione a un livello sopportabile.

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Secondo la Segreteria di Stato della migrazione, 14’369 richiedenti l’asilo sono entrati in Svizzera l’anno scorso. Questa cifra è certamente inferiore del 6,5% a quella dell’anno precedente, ma l’effettivo di persone dell’asilo e, di conseguenza, i costi dell’asilo non cessano di aumentare. Oggi, 126’000 persone arrivate via asilo vivono in Svizzera, ossia 2’979 in più che a fine 2018. Inoltre, il numero di persone ammesse provvisoriamente è aumentato di oltre 1’000 unità, raggiungendo le 47’965. Dal 2010, anno d’entrata in funzione della consigliera federale Simonetta Sommaruga, il loro numero è più che raddoppiato.

L’UDC ritiene che la Svizzera subisca sempre un afflusso eccessivo di richiedenti l’asilo e che i permessi di soggiorno siano accordati troppo facilmente. Bisogna ricordare ancora una volte che la maggior parte di questa gente non è costituita da rifugiati, bensì da migranti economici alla ricerca di una vita migliore. Prova ne è il fatto che la Confederazione accorda l’asilo solo nel 30% dei casi.

Rinvio verso l’Italia bloccato perché questo paese non offrirebbe tutto il comfort sociale auspicabile
Più di 14’000 nuove domande d’asilo, sono troppe anche perché il Consiglio federale ha deciso, nel 2015 dietro proposta dell’allora ministra dell’asilo Simonetta Sommaruga, di partecipare a dei programmi di reinsediamento. Nello spazio di qualche anno, diverse migliaia di presunti rifugiati sono state trasportate direttamente in Svizzera in aereo nell’abito di questi programmi.

Il sistema di Dublino funziona troppo spesso a svantaggio della Svizzera: la Germania rinvia sempre più migranti-Dublino in Svizzera. Come se ciò non bastasse, una camera del Tribunale amministrativo federale, presieduta da un giudice proveniente dal partito ecologista, ha appena deciso che la Svizzera non può più – conformemente all’accordo di Dublino – rinviare in Italia dei richiedenti l’asilo che hanno già depositato una domanda d’asilo in quel paese. Motivo: il regime italiano dell’asilo non garantisce sempre alle «persone particolarmente vulnerabili» tutto il comfort sociale auspicabile.

Questa immigrazione esagerata è insostenibile per la Svizzera
A questo afflusso di migranti economici che penetrano in Svizzera via asilo, bisogna aggiungere più di 50’000 immigranti in cifra netta – l’equivalente della città di Bienne – che s’insediano in Svizzera grazie in particolare alla libera circolazione delle persone. Questa immigrazione esagerata è estremamente nociva per il nostro paese. Assistiamo ogni giorno alla cementificazione dei nostri paesaggi e al sovraccarico delle nostre infrastrutture: gli automobilisti sono regolarmente bloccati in ingorghi stradali; gli utenti delle ferrovie devono sopportare ritardi e treni sovraccarichi e sporchi. Gli effetti negativi della libera circolazione delle persone sono particolarmente dolorosi sul mercato del lavoro: i salariati sono sotto pressione e sempre più lavoratori svizzeri vengono rimpiazzati da una manodopera importata, giovane e a buon mercato.

Oggi, sei beneficiari di aiuto sociale su dieci sono stranieri
Questa errata politica d’asilo e della migrazione costa estremamente cara ai contribuenti svizzeri che lavorano duramente per pagare le loro imposte. Oggi, sei beneficiari di aiuto sociale su dieci sono stranieri. La stragrande maggioranza dei migranti entrati via asilo vive dell’aiuto sociale. Fra i richiedenti l’asilo eritrei, la quota degli assistiti sociali è la più elevata, con il 90%. E sono sempre più numerosi: nel 2019, la maggior parte dei richiedenti l’asilo proveniva dal Corno d’Africa. Ma tutti sanno che la situazione politica s’è calmata da molto tempo ormai in Eritrea.

Gestire l’immigrazione, fermare le ammissioni e sistematizzare i rinvii
È per tutte queste ragioni che l’UDC ha lanciato la sua iniziativa per la limitazione. Sottoposta al sovrano il prossimo 17 maggio, questa iniziativa chiede che la Svizzera gestisca di nuovo autonomamente l’immigrazione nel suo territorio. Essa fa inoltre sì che la Svizzera riduca realmente il numero dei richiedenti l’asilo e che cessi immediatamente di partecipare ai programmi di reinsediamento dei migranti. Infine, i richiedenti l’asilo rientranti nel campo d’applicazione dell’accordo di Dublino e le persone ammesse provvisoriamente e originarie di paesi terzi sicuri, devono sistematicamente essere rinviati

 
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