Il voto del popolo sulla 13a rendita deve essere rispettato, ma non dà carta bianca alla Confederazione per spendere senza criterio e presentare poi il conto ai contribuenti! Eppure è proprio questo che si prospetta con l’aumento dell’IVA.

Prima di aumentare le imposte, poniamoci una domanda semplice: il denaro pubblico viene utilizzato là dove è realmente necessario?
È precisamente questo il senso della mozione (26.3801) depositata dal mio collega di partito Didier Calame, che chiede di riservare la 13a rendita AVS ai beneficiari domiciliati in Svizzera. Perché? Perché questa misura doveva rispondere, in particolare, alla perdita di potere d’acquisto dei nostri pensionati, confrontati con l’esplosione dei premi della LAMal, degli affitti e del costo della vita.
Aumento dell’IVA per finanziare rendite all’estero
Ora, una parte importante delle rendite AVS viene versata all’estero, spesso in Paesi in cui il costo della vita è sensibilmente inferiore. Il diritto alla rendita ordinaria non viene messo in discussione. Ma è giustificato estendere automaticamente questa prestazione supplementare a persone che non devono sostenere gli stessi oneri che in Svizzera?
La proposta di Calame si basa su un principio di buon senso: destinare i mezzi disponibili in modo mirato, per rispondere meglio ai bisogni, invece di distribuire indiscriminatamente e cercare poi nuove entrate fiscali.
Questa logica dovrebbe del resto prevalere nell’insieme delle finanze federali. Nel settore dell’asilo, dell’assistenza sociale o dei contributi all’estero, le possibilità di risparmio devono essere esaminate seriamente. Ogni franco risparmiato è un franco che non è necessario prelevare dal portafoglio dei lavoratori e delle famiglie.
Il nostro Paese deve poter garantire pensioni dignitose senza appesantire continuamente la fiscalità. Ciò richiede scelte, priorità e coraggio politico.
Prima di tassare maggiormente gli svizzeri, cominciamo a spendere meglio!
Votiamo NO all’aumento dell’IVA il 29 novembre!