L’anno prossimo circa 50’000 ucraini con status di protezione otterranno automaticamente un permesso di soggiorno. Ciò significa che avranno diritto allo stesso livello di assistenza sociale dei cittadini svizzeri, per tutta la vita. Ai Cantoni e ai Comuni incombono costi aggiuntivi per miliardi di franchi.

L’UDC lo aveva detto sin dall’inizio: l’accoglienza dei profughi ucraini non deve essere legata a prestazioni sociali generose. Ora si vede chiaramente che è molto più comodo vivere grazie dello Stato sociale svizzero che impegnarsi a cercare lavoro o rientrare in Ucraina.
Attualmente in Svizzera vivono 73’000 ucraini con lo status di protezione S. La grande maggioranza percepisce l’assistenza. Dal 2022 alla fine del 2025 questo è costato alla Confederazione circa 5 miliardi di franchi. Attualmente i costi legati all’Ucraina ammontano a circa 1,6 miliardi di franchi all’anno.
Dopo cinque anni, i contributi federali ai Cantoni stanno per esaurirsi. I Comuni svizzeri rischiano un doppio «shock dei costi» (Blick, 18.05.2026). Circa 50’000 ucraini con status di protezione ricevono automaticamente un permesso di soggiorno, di conseguenza lo stesso importo di assistenza sociale dei cittadini svizzeri. Allo stesso tempo, la Confederazione si ritira dal finanziamento. Il solo Canton Vaud prevede 100 milioni di franchi di costi aggiuntivi. Molti comuni dovrebbero aumentare le tasse.
Il «Golden Ticket» per gli ucraini deve essere bloccato immediatamente. A tal fine, il gruppo parlamentare dell’UDC ha già presentato una mozione a marzo: «Nessun permesso di dimora e nessuna equiparazione ai cittadini svizzeri in materia di aiuto sociale» (Mozione 26.3132). Se il PLR e Il Centro non seguiranno questa linea, si profilano costi aggiuntivi per miliardi di franchi a carico dei Cantoni, dei Comuni e, soprattutto, dei contribuenti svizzeri.
Nessun assegno in bianco per l’UE
Il Consiglio federale propone un credito supplementare di 67,3 milioni di franchi per la partecipazione ai programmi di ricerca e innovazione dell’UE (Horizon Europe, Euratom, Digital Europe e ITER). Il gruppo parlamentare dell’UDC respinge questo credito. È sbagliato che la Svizzera assuma nuovi impegni finanziari con l’UE tramite un credito supplementare. In primo luogo, le questioni di principio relative al trattato di sottomissione all’UE (che comprende anche l’accordo sui programmi dell’UE) devono essere chiarite dal Parlamento o dal popolo e dai Cantoni. (26.007 Supplemento I al preventivo 2026)
Il gruppo parlamentare dell’UDC sostiene l’iniziativa popolare per l’abolizione della penalizzazione del matrimonio
Anche dopo l’approvazione dell’imposizione individuale, resta aperta la questione su come abolire al meglio la «penalizzazione del matrimonio». Per il gruppo parlamentare dell’UDC, l’iniziativa popolare «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» rappresenta la strada giusta. Elimina lo svantaggio fiscale delle coppie sposate senza richiedere una nuova e costosa burocrazia fiscale, come invece avviene con l’attuazione dell’imposizione individuale.