La disoccupazione in Svizzera sale al 5,2%, eppure l’immigrazione prosegue senza freni. Le cittadine e i cittadini svizzeri pagano il prezzo di una politica migratoria fallimentare. Così non si può andare avanti.

Il mercato del lavoro svizzero sta perdendo sempre più il proprio equilibrio. Gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica sono allarmanti: mentre l’immigrazione continua senza freni, in Svizzera sono sempre più numerose le persone in cerca di lavoro: attualmente sono oltre 266’000, il 10% in più rispetto a un anno fa.
Anche il dato relativo al tasso di disoccupazione è allarmante: il tasso è salito dal 4,7 al 5,2%. Particolarmente drammatica è l’evoluzione nella Svizzera romanda, dove il tasso di disoccupazione raggiunge il 7,7%. In Ticino è del 7,5%1. È quindi superiore a quello della Germania (4,2%) o dell’Italia (5,3%).
Mentre in Svizzera il tasso di disoccupazione è in aumento, nell’UE è in calo!
Sono già 136’000 gli stranieri disoccupati in Svizzera
Molti paesi dell’UE esportano i propri disoccupati in Svizzera, e noi ne paghiamo le conseguenze: il tasso di disoccupazione aumenta e il sistema previdenziale ne risente. In Svizzera sono già 136’000 gli stranieri in cerca di lavoro. Ciononostante, nel nostro Paese continuano ad arrivare decine di migliaia di stranieri.
Elevata disoccupazione nel settore sanitario
Da anni la Berna federale, Economiesuisse e i partiti di centro-sinistra ci ripetono che la Svizzera ha bisogno di sempre più immigrazione, perché altrimenti mancherebbe manodopera. La realtà è ben diversa: persino nel settore sanitario ci sono molti disoccupati!
Numero di disoccupati nel settore sanitario e sociale: 12’582
Numero di disoccupati nel settore alberghiero e della ristorazione: 11’596
Numero di disoccupati nel settore edile: 10’195
Eppure, ogni anno facciamo entrare nel Paese oltre 100’000 persone in più! A quanto pare è più facile ed economico assumere lavoratori stranieri piuttosto che dare lavoro alla propria gente.
Invece di pagare salari dignitosi, si assumono stranieri a basso costo
Un tempo, quando scarseggiava manodopera qualificata, le aziende dovevano formare apprendisti e offrire salari attrattivi. Oggi importano manodopera a basso costo dall’estero. Gli svizzeri ne subiscono le conseguenze nel proprio portafoglio: salari stagnanti, costi in aumento e una concorrenza sempre più agguerrita sul mercato del lavoro.
Così non si può andare avanti. Il 14 giugno occorre votare SÌ all’iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!», affinché il mercato del lavoro ritrovi un sano equilibrio.
1 Tasso di disoccupazione secondo l’ILO per sesso, nazionalità e altre caratteristiche – 1° aprile 1991-31 marzo 2026 | Dati – Tabella