Dove sono allora, tutti questi lavoratori qualificati?
I conti dell’immigrazione non tornano: più immigrati arrivano in Svizzera, più si aggrava la carenza di manodopera qualificata. Un SÌ all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni» fermerà questo circolo vizioso.
Il dibattito sull’immigrazione è spesso segnato da grandi aspirazioni. C'è chi sostiene che l’immigrazione risolva la carenza di manodopera qualificata, rafforzi l’economia e garantisca il nostro benessere. Ma la realtà è chiaramente ben diversa.
Ci sono già state fatte molte promesse. Al momento dell’introduzione della libera circolazione, nella documentazione di voto si parlava di circa 8’000 immigrati all’anno. In realtà, in media sono quasi 80’000, vale a dire circa dieci volte tanto. Con la libera circolazione delle persone, l’asilo e l’immigrazione da Stati terzi, oggi arrivano complessivamente in Svizzera oltre 100’000 immigrati netti all’anno. Solo negli ultimi 12 anni è arrivato quasi un milione di immigrati.
Immigrazione nei settori con un alto tasso di disoccupazione Si potrebbe pensare che questi immigrati abbiano ormai da tempo risolto la carenza di manodopera qualificata, vero? In realtà è vero proprio il contrario. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone con l’UE, la carenza di manodopera qualificata è quadruplicata!
I dati lo dimostrano in modo impressionante: su 10 immigrati, solo 5 lavorano (compresi i lavori a tempo parziale). 2,5 occupano un posto nel settore pubblico, ad esempio come insegnanti, infermieri o funzionari. Si tratta di posti di lavoro necessari solo perché la popolazione cresce in modo massiccio a causa dell'immigrazione. Solo un immigrato lavora in un settore in cui vi è effettivamente carenza di manodopera qualificata.
La maggior parte degli immigrati quindi non lavora, oppure non lavora nei settori in cui ci sarebbe davvero bisogno di manodopera. Molti finiscono invece in comparti già sotto pressione. Una maggiore concorrenza aumenta la pressione sui salari, colpendo soprattutto chi ha già poco margine di manovra. Il mercato del lavoro resta stabile solo se domanda e offerta coincidono. Per questo servono un’analisi onesta e misure chiare.
I sindacati incassano milioni I sindacati evitano di condurre questa analisi onesta. È logico! Per loro la libera circolazione delle persone con l’UE è un buon affare. Grazie alle misure di accompagnamento, ossia le misure di protezione dei lavoratori disciplinate nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, incassano milioni di franchi di tasse.
Non c’è da stupirsi se temono l’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni» come il diavolo teme l’acqua santa.
L’iniziativa popolare porrebbe fine al modello di business dei vertici sindacali, coinvolgerebbe maggiormente la manodopera residente e permetterebbe di regolare meglio la pressione estera sui salari. Per questo, il 14 giugno SÌ all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni»!
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