I nostri avversari stanno riversando milioni di franchi nella loro campagna allarmistica. Possiamo comunque vincere questa votazione, a una condizione: che andiamo tutti a votare. Insieme possiamo affermare con chiarezza che la Svizzera ha bisogno di un’immigrazione controllata.

Gli oppositori sostengono che, se l’UE dovesse disdire l’Accordo di Dublino, tutti i richiedenti l’asilo respinti nell’UE arriverebbero in Svizzera.
Pura propaganda allarmistica. Possiamo adeguare molto semplicemente la nostra legislazione sull’asilo: chi ha già presentato una domanda d’asilo nell’UE non deve poter presentare una seconda domanda in Svizzera. La risposta è molto semplice.
Il consigliere federale Jans sostiene che, in caso di accettazione dell’Iniziativa per la sostenibilità, «l’Ospedale universitario di Basilea dovrebbe chiudere da un giorno all’altro».
Siamo ancora nel campo delle fake news o siamo già in quello della disinformazione deliberata? Anche con un SÌ all’iniziativa potrebbero continuare a immigrare in Svizzera circa 40’000 persone all’anno, anno dopo anno. Solo una minima parte delle 100’000 persone che immigrano annualmente è personale sanitario. E pensare che a causa del numerus clausus nelle università circa 3’000 giovani ogni anno in Svizzera non possono accedere agli studi di medicina. Jans lo sa perfettamente e continua comunque a spaventare la popolazione con scenari che non hanno alcun fondamento.
Gli oppositori sostengono che gli immigrati finanziano la nostra AVS.
Questa affermazione è falsa ed è persino pericolosa. Cinque immigrati su dieci non lavorano e quindi non versano alcun contributo AVS. L’altra metà, che invece lavora, avrà in futuro diritto a una rendita. Poiché però spesso mancano anni di contribuzione, la rendita AVS non sarà sufficiente. Di conseguenza, queste persone dovranno fare ricorso alle prestazioni complementari. Ciò vale anche per molti stranieri impiegati nei settori a basso salario. Su questo fronte rischiamo di trovarci di fronte a costi miliardari che gli svizzeri dovranno pagare.
La consigliera nazionale socialista Jacqueline Badran sostiene che l’immigrazione non abbia alcun influsso sugli affitti.
I fatti dicono altro. A causa dell’immigrazione, in Svizzera devono essere costruite ogni anno circa 40’000 abitazioni supplementari. Quattro nuove abitazioni su cinque sono necessarie per accogliere l’aumento della popolazione dovuto all’immigrazione. Non riusciamo più a costruire abbastanza in fretta. Più persone significano maggiore domanda. Maggiore domanda significa prezzi più elevati. Gli affitti stanno esplodendo a causa della forte immigrazione. Chi vuole alloggi a prezzi accessibili e una Svizzera in cui si viva bene deve affrontare le cause del problema, non soltanto le sue conseguenze.
Gli oppositori sostengono che, con l’Iniziativa per la sostenibilità, in Svizzera non avremo più abbastanza personale sanitario.
La realtà è un’altra. Anche con un SÌ all’iniziativa potrebbero continuare a immigrare in Svizzera circa 40’000 persone all’anno, compresi medici e personale infermieristico. E qual è la situazione oggi? Solo una minima parte degli immigrati lavora effettivamente nel settore sanitario. Concretamente, si tratta dell’1% nel caso dei medici e dello 0,5% nel caso del personale infermieristico qualificato. In totale, dunque, appena l’1,5% degli immigrati arrivati nel 2025 opera in queste professioni. Nel frattempo, però, ogni anno arrivano circa 100’000 persone che, a loro volta, hanno bisogno di medici e infermieri. Chi sostiene che l’immigrazione di massa risolva il problema della sanità evita accuratamente di spiegare che la stragrande maggioranza degli immigrati non lavora affatto in questo settore.
Il consigliere federale Jans sostiene che anche il suo collega di Governo dell’UDC, Guy Parmelin, si opponga all’Iniziativa per la sostenibilità.
È sorprendente fin dove si spinga Jans nel tentativo di sostenere la sua campagna allarmistica. In quanto membro del Consiglio federale, Guy Parmelin è tenuto a rappresentare all’esterno la posizione della maggioranza del Governo. Come cittadino e come esponente dell’UDC, Guy Parmelin è invece chiaramente favorevole a un’immigrazione controllata e quindi all’Iniziativa per la sostenibilità «No a una Svizzera da 10 milioni!».
Gli avversari possono continuare a spendere milioni di franchi in campagne allarmistiche e a diffondere scenari catastrofici. La realtà, però, è sotto gli occhi di tutti: affitti sempre più alti, traffico sempre più intenso, infrastrutture sotto pressione e una popolazione che cresce a un ritmo che il nostro Paese non riesce più ad assorbire. Il 14 giugno non si vota contro qualcuno. Si vota per difendere la qualità di vita, la sicurezza e il futuro della Svizzera. Per questo serve un chiaro SÌ all’Iniziativa per la sostenibilità.