Comunicato stampa

“Giuro davanti a Dio onnipotente di rispettare la Costituzione e le leggi e di adempiere con coscienza i doveri della mia carica”

Ecco il giuramento prestato dai membri del Parlamento federale. Una maggioranza di popolo e cantoni ha approvato nel 2014 l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” e, con essa, un articolo costituzionale che esige la gestione autonoma e la riduzione dell’immigrazione mediante contingenti e tetti massimi annuali. Dopo che il Consiglio nazionale ha già rifiutato a maggioranza di applicare questo mandato di popolo e cantoni, il Consiglio degli Stati ha oggi definitivamente fatto sua la via del rifiuto della volontà popolare. Conclusione: la maggioranza delle due Camere legislative federali viola apertamente il mandato costituzionale imposto da popolo e cantoni, calpestando la democrazia diretta della Svizzera.

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Intimorita dalle minacciose farneticazioni dell’UE, la maggioranza del Consiglio nazionale ha inventato lo scorso settembre la cosiddetta “preferenza nazionale light” che non influisce minimamente sul numero degli immigranti. Il Consiglio degli Stati ha promesso di inasprire questa inefficace “preferenza nazionale”. Ma che cosa è successo? I presunti rappresentanti dei cantoni sono riusciti a rendere ancora peggiore e più complicata la già cattiva soluzione del Consiglio nazionale. Questo progetto avrà conseguenze intollerabili non solo per le piccole e medie imprese, ma anche per tutte le persone in cerca d’impiego, in particolare i giovani appena usciti da un tirocinio o da un’altra formazione, come pure per i salariati nazionali che desiderano cambiare posto di lavoro.

Risultato: la soluzione adottata dal Consiglio degli Stati non permette né di gestire in maniera autonoma, né tantomeno di ridurre l’immigrazione. Essa impone dei massicci oneri burocratici alle imprese che cercano di occupare dei posti vacanti. Se il progetto finirà per imporsi definitivamente, non si vedranno mai più delle offerte di lavoro nei giornali o sui siti Internet di collocamento, perché i posti vacanti dovranno essere direttamente annunciati agli uffici regionali di collocamento (URC). Le decine di migliaia di salariati che cercano cambiamento professionale dovranno annunciarsi presso un URC per essere informati sulle offerte di lavoro esistenti, altrimenti saranno semplicemente discriminati. Questa procedura impone dei massicci oneri supplementari agli URC con conseguenze finanziarie molto pesanti.

L’unico concetto applicante fedelmente la volontà popolare e il mandato costituzionale è stato presentato dal consigliere agli Stati UDC Peter Föhn, che ha preteso una gestione autonoma dell’immigrazione mediante contingenti e tetti massimi annuali, ossia esattamente ciò che il popolo ha chiesto. Ma i rappresentanti dei cantoni hanno rifiutato oggi questa proposta, opponendosi apertamente alla volontà del popolo e ponendo chiaramente gli interessi dell’UE al di sopra delle esigenze del proprio sovrano. È una violazione della Costituzione federale assolutamente unica nella lunga storia del nostro libero paese.

L’UDC continuerà a battersi senza tregua al fianco del sovrano nel proseguimento di questo dibattito, a difendere le cittadine e i cittadini e la nostra democrazia diretta, impegnandosi per un’applicazione fedele alla Costituzione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Essa invita tutti i parlamentari a ricordarsi del giuramento che hanno prestato in occasione della loro entrata in carica: "Giuro davanti a Dio onnipotente di rispettare la Costituzione e le leggi e di adempiere con coscienza i doveri della mia carica".

 
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