L’8 marzo 2026, il popolo svizzero ha accettato l’imposizione individuale. L’obiettivo dichiarato era lodevole: porre fine alla penalizzazione fiscale del matrimonio. Ma dietro questa promessa di equità si nasconde una realtà ben diversa. L’iniziativa «Per imposte eque» corregge il tiro, con pragmatismo e precisione.

Con l’imposizione individuale, ogni coniuge sarà considerato separatamente dal fisco. Due dichiarazioni d’imposta invece di una, ma soprattutto un sistema che può penalizzare le coppie i cui redditi sono ripartiti in modo disuguale. Prendiamo una famiglia nella quale uno dei coniugi lavora a tempo pieno mentre l’altro riduce la propria attività per educare i figli: con la progressività dell’imposta, questa ripartizione può diventare fiscalmente meno vantaggiosa rispetto al caso in cui entrambi i coniugi guadagnassero ciascuno la metà del reddito familiare.
È davvero questa l’equità? Bisogna ormai organizzare la propria vita familiare in funzione delle preferenze del fisco?
Un’altra via, una più giusta
L’iniziativa «Per imposte eque», sulla quale voteremo il 29 novembre, propone un’altra via. Mantiene l’imposizione congiunta dei coniugi per l’imposta federale diretta, iscrivendo al contempo nella Costituzione il divieto di svantaggiarli fiscalmente rispetto agli altri contribuenti.
La differenza è fondamentale: invece di trattare i coniugi come due individui fiscalmente estranei l’uno all’altro, questa iniziativa riconosce la loro comunità economica e, di conseguenza, conformemente all’idea stessa del matrimonio, la coppia come soggetto di diritto fiscale. Permette di correggere la penalizzazione del matrimonio senza sopprimere i vantaggi fiscali di cui beneficiano alcune coppie.
Altra differenza importante: contrariamente all’imposizione individuale, che sconvolge anche la fiscalità cantonale, questa iniziativa si limita all’imposta federale diretta. Una distinzione essenziale nel nostro sistema federalista!
Il matrimonio non è una semplice somma di due contribuenti. È un impegno comune, con responsabilità condivise e scelte familiari che devono rimanere libere.
La vera equità fiscale consiste nel rispettare queste scelte, non nel dettare alle famiglie come devono vivere! Votiamo SÌ all’iniziativa «Per imposte eque» il 29 novembre!