Come un criceto in una ruota, ci troviamo in una spirale senza fine. Sempre più immigrazione richiede sempre più crescita. Il nostro piccolo Paese non può più reggere a lungo: più immigrati significa necessità di abitazioni, strade, scuole, elettricità, acqua, smaltimento dei rifiuti, insegnanti, medici e infermieri. Con quali conseguenze?

Sempre più spesso si osserva che molte attività — dalla costruzione di abitazioni, all’assistenza, fino all’insegnamento — sono svolte da persone di origine straniera, spesso a favore di altre persone nella stessa situazione.
È una dinamica che molti percepiscono: in un paese piccolo come la Svizzera, ci si interroga su quanto questo sviluppo possa proseguire nel lungo periodo.
Con un SÌ all’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» fermiamo questa spirale di crescita infinita. In caso di accettazione, potranno comunque entrare in Svizzera ogni anno circa 40’000 immigrati. Questo è sufficiente per coprire i posti di lavoro vacanti. Diamo quindi un segnale chiaro il 14 giugno con un SI all’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni»!

