L’immigrazione fuori controllo mette sotto forte pressione il nostro Stato sociale. È un problema per la Svizzera, ma anche per Cantoni e Comuni.

In Ticino, ad esempio, gli stranieri sono circa il 30 % della popolazione, ma costituiscono il 45 % dei beneficiari dell’assistenza sociale. Inoltre, possono risultare nullatenenti in Svizzera pur disponendo di beni all’estero. Nell’ambito dell’asilo, circa l’80 % dei migranti dipende dall’assistenza: con le misure di risparmio della Confederazione, il loro sostentamento ricadrà prima del previsto su Cantoni e Comuni. Dall’anno prossimo, i titolari di statuto S arrivati all’inizio della guer-ra raggiungeranno 5 anni di permanenza legale e avranno diritto al permesso B, con aiuti sociali maggiori e interamente a carico degli enti locali.
Inoltre, con l’accordo di sottomissione, a seguito della direttiva europea sulla cittadinanza, non sarebbe più possibile allontanare cittadini UE dipendenti dall’assistenza, nemmeno in caso di abuso. Senza l’iniziativa di sostenibilità, il nostro Stato sociale è destinato a diventare un self-service per migranti, compresi quelli disonesti.

Immigrazione incontrollata e norme permissive gravano il sistema sociale: senza un cambio di rotta, il costo ricade sui cittadini svizzeri.

